Il fluido e il magnetismo animale

Mano

Nelle pose e negli atteggiamenti del corpo umano vi è qualcosa di misterioso celato da un velo impalpabile. Un gesto della mano può sprigionare energia vitale dalla punta delle dita, librarsi nell’etere e raggiungere un altro essere trasmettendogli sensazioni ed emozioni. Le dita della mano parlano in un linguaggio arcano di cui si è dimenticato il significato. Un linguaggio preverbale che può essere eternamente intuito e compreso.

Le falangi volteggiano e i polpastrelli emanano un fluido effimero che sfiora lieve e delicato il corpo con tocchi impercettibili. Gli occhi, storditi dalla vertigine, osservano curiosi. Si vede la punta del dito della mano che avanza rapidamente a fino quasi a toccare. Con imprevedibile sorpresa indietreggia e si allontana. Avanza e ritorna facendo dondolare. Sembra di cadere sospinti da una forza singolare.

Induzione con approcci misti

Induzione con approcci misti

Quei gesti catturano piacevolmente l’attenzione. Soggiogano e smettere di guardarli è impossibile. Si rimane sorpresi e curiosamente affascinati dalla morbida e flessuosa plasticità. Una scrittura a volteggio fatta di pensieri che coccola e accarezza amorevole. Quando l’arto si libra con un gentile moto ascendente, induce a dormire e a sognare. Alla mente appare un mondo onirico dove tutto è possibile. Ogni potere personale si può esprimere e i desideri espressi avverarsi. Avviene uno sprigionarsi di effluvi che attirano o respingono con l’orientamento polare della mano. Attirano quando offrono il palmo. Respingono se offrono il dorso. Solleticano la pelle ed erigono il vello con un brivido lunghissimo stimolato di lontano. I vortici delle correnti possono essere ampi e rifrangersi su tutto il corpo oppure assestarsi su un lembo di pelle o una recondita intima plica. La fascinazione può compiersi e la magnetizzazione affermarsi nell’assenza sonnambolica della coscienza.

Vortice a spirale

Vortice a spirale

Si attende pazientemente, al buio, con gli occhi chiusi e una funicella in mano, che qualcosa accada. Sovviene il sonno magnetico e la perdita dei sensi. Nel deliquio la psyche può sbizzarrirsi creando con il proprio talento delle entità soprannaturali. La mente è affollata da personalità compresenti e prevaricanti il cui labile diaframma è la memoria. Il magnetizzatore lascia sfogare le entità seconde, con convulsioni liberatorie, rantoli e denudamenti.

Ecco infine le mani mobilissime e leggere riprendere a danzare. La furiosa eccitazione s’è placata e con essa il tormento dei sensi. L’opprimente congestione che fuorviava il ragionamento si è dispersa. Lunghi fili invisibili l’hanno portata lontano, là dove non può più nuocere, dispersa nell’infinito. Il movimento vorticoso delle membra trascina al suolo ogni traccia del magnete vivente che è stato e di tutti i fluidi irrorati. Il passo sarà discendente e dal capo raggiungerà il piede come a pulire il corpo di ogni residuo. La smagnetizzazione, annunciata da un felice sorriso, sarà come il ridestarsi dal torpore di un lungo letargo.

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