La verdura ai bambini. Un trauma evitabile.

I bambini e le verdure

I bambini sono istintivi. Sanno cosa è buono o cattivo per la propria salute grazie a un numero superiore di papille gustative. Quando un bimbo rifiuta le verdure significa che sono entrati in azione degli appositi recettori del sistema immunitario in grado di discriminare la bontà o meno di un alimento e innescare un meccanismo di rifiuto. Il piccolo non va forzato a mangiare le verdure quando le respinge. Questo comportamento deve essere interpretato e accettato dai genitori come manifestazione d’intolleranza alimentare. Tappare il naso e spingere a forza nella bocca il minestrone è una forma di violenza che sarà ricordata per tutta la vita dal bambino, il quale, incomincerà a odiare le persone care: la mamma, il papà o gli altri prossimi congiunti. Il danno sarà anche maggiore quando, per motivi genetici, gli è avverso il gusto per l’amaro, contro questa imposizione protesterà vivacemente con urla disperate.

Mangiare o non mangiare. Questo è il problema.

Mangiare o non mangiare. Questo è il problema.

I vegetali sono di difficile digestione e contengono cellulosa e innumerevoli tossine. La lunga permanenza nello stomaco determina un senso di pesantezza addominale. Gli essere umani non hanno l’apparato digerente con il doppio stomaco di un ruminante e non sono adatti a questo regime alimentare. La somministrazione in ore notturne può provocare incubi anche negli adulti. I meccanismi di difesa dei vegetali (soprattutto quelli che crescono al suolo), che non possono fuggire dagli attacchi dei predatori, sono lo sviluppo di potenti tossine e neurotossine, per esempio: sedano, melanzane, fagiolini, patate verdi, pomodori, cavoli ecc., tanto per citarne alcuni e nemmeno i più pericolosi. Il glutine dei cereali può compromettere la capacità di respirazione con sintomi assimilabili a quelli del raffreddore. I veleni più tossici o psicoattivi inoltre sono proprio quelli ricavati dai vegetali (funghi, canapa).
I bambini reagiscono con maggior vigore alle verdure poiché in loro non sono ancora attivi quei meccanismi culturali che inducono le scelte alimentari osservando precetti religiosi, confronto tra prezzi al consumo o valutazioni di sostenibilità ambientale.

Gli organismi viventi sono laboratori chimici dove avvengono delle reazioni. Un alimento salutare per una persona può essere nocivo per un’altra e causare scompensi di non facile identificazione. Gli alimenti hanno potere nutritivo soltanto riguardo alla costituzione fisica individuale. Un genere alimentare universalmente buono per tutti non esiste. Ogni persona deve individuare il proprio programma dietetico in base al gusto personale. Quanto una persona costruisce il proprio programma alimentare inseguendo modelli culturali dominanti tanto più perderà forma, salute e benessere.

Bleah

Bleah

Offriamo dunque ai nostri figli la libertà di scegliere autonomamente tra un’ampia offerta di alimenti senza creare traumi irrisolvibili imponendo loro gli stereotipi introiettati sulla base delle suggestioni mediatiche dei guru dell’alimentazione, spesso mossi dal secondo fine di orientare i consumi dettati dall’industria.

Anche queste sono forme di violenza fisica contro i minori. Una forma di sopruso spacciato come un preteso provvedimento salutare. L’autore, come sempre accade in questo genere di episodi, crede di operare a fin di bene, di essere nel giusto e non tiene conto il comportamento di rifiuto del bambino. La violenza si esprime sempre in modo subdolo. Chi la esercita non si accorge nemmeno dei suoi gesti inappropriati, spesso generalmente condivisi dagli altri adulti, che si rendono correi dell’abuso della propria autorità contro chi per età non può difendersi dagli avvelenamenti e dalle intossicazioni facendo valere le proprie valide ragioni.

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