Il plusvalore dei beni di lusso



Il plusvalore dei beni di lusso. La sopravvalutazione degli aspetti psicologici del consumo ostentativo. Gli scopi reali dell’extravalore. L’accumulo di capitali o l’acquisizione fraudolenta di partecipazioni azionarie.


            Il mercato dei beni di lusso è un universo da esplorare accuratamente per comprendere i fenomeni economici contemporanei. Thorstein Bunde Veblen, nel suo libro la “Teoria della classe agiata”, ha trattato l’argomento del consumo edonistico, come strumento per mettere in mostra le abilità predatorie degli uomini d’affari, attraverso l’acquisto di beni di lusso, quali dimore sontuose, automobili veloci e abbigliamento pregiato di alta sartoria. Il tempo è denaro, quindi, per non distrarsi dalle attività predatorie, i magnati delegavano il compito di fare sfoggio di tali beni alle mogli.

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Un abito favoloso mostrato da una indossatrice

            Dai tempi di Veblen il mondo è molto cambiato. I quartieri dei ricchi non sono più dei mondi separati per godersi quanto di meglio offra la vita. I plutocrati sono vittime alla globalizzazione che hanno incautamente promosso. Folle multicolori di nuovi ricchi cercano di accreditarsi come dignitari alla pari nel gotha dei potenti. Le mogli, con l’introduzione dell’istituto del divorzio, si sono rivelate inaffidabili, per questa ragione sono state escluse dal compito di fare sfoggio di beni ostentativi, occasionalmente affidato a ragazze escort per eventi sociali a tema. Nei quartieri di élite convivono vecchie aristocrazie, sceicchi arabi, dittatori africani, mafiosi e l’imprenditoria d’assalto asiatica con il proposito dichiarato di assumere il comando dell’economia mondiale in tempi brevi.

            Il consumo ostentativo ha prezzi sovrastimati, non giustificati dai costi di produzione, anche sommando il valore delle griffe o dei marchi di fabbrica. I beni destinati a questo mercato hanno perso il proprio connotato edonistico originario (sempre ammesso che l’abbiano mai avuto) per assumerne un altro molto più inquietante: essere un metodo efficiente per attribuire un certificato di provenienza lecita a proventi di attività illecite.


I plutocrati sono vittime alla globalizzazione che hanno incautamente promosso. Folle multicolori di nuovi ricchi cercano di accreditarsi come dignitari alla pari nel gotha dei potenti.


            Le vincite fittizie al casinò sono state un mezzo per ripulire il denaro di provenienza illecita, in modo accelerato, senza costruire un indotto commerciale prima del reinvestimento sul mercato. Un previo accordo con il banco avrebbe permesso di legittimare la provenienza di certe fortune a prestanome nullatenenti. Questo metodo di riciclaggio è stato presto scoperto. Il plusvalore derivante dalla compravendita di beni ostentativi sono come le fiches sul tavolo verde. Sono lente ma efficienti. Finanziano l’economia occulta con il surplus della moneta coniata attraverso un gioiello, una borsetta o un abito firmato.

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Hermès. La borsa Birkin in coccodrillo, del 2008. Courtesy Christie’s ldt

            Alcune potenze, con grandi ricchezze aureo diamantifere, sono state invitate a desistere dal proposito di inondare il mercato di nuove gemme. Questo avrebbe fatto diminuire i prezzi rendendo impossibile utilizzare questi stessi beni per attività di copertura non remunerate o scambiate con valuta corrente dello Stato. Un uomo d’affari di successo che pagasse trentamila euro per una borsetta da regalare alla coniuge sarebbe poco credibile e, se lo facesse, sarebbe anche un pessimo affarista.

            Le autorità sono spesso conniventi poiché ottengono entrate elevate dalla tassazione dei beni di lusso e i politici o gli amministratori sono bene intenzionati a finanziare se stessi o le loro promesse elettorali con questo denaro. Quale lezione di morale possiamo apprendere da quest’analisi economica? Veblen non ha potuto vedere direttamente gli effetti della Grande Depressione del 1929. Il consumo ostentativo, oggi come allora, è l’aspetto superficiale di fenomeni economici più complessi. L’esposizione dei beni di lusso negli esercizi commerciali per la vendita al pubblico è un puro espediente promozionale. Il vero scopo del lusso solo in minima parte è quello edonistico ostentativo e questo spiega il grande interesse dei gruppi economici emergenti di ottenere il controllo dei marchi più quotati.

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