Si! Al Referendum costituzionale



La Destra del “Si!”


l-verde

a politica italiana non smette mai di porre in evidenza le sue contraddizioni. I Marxisti culturali curiosamente sostengono la riforma della Costituzione sulla quale hanno costruito le proprie fortune. La Destra, invece, la rifiuta mentre sarebbe più conveniente che l’accogliesse. Sappiamo già che la perversione della politica è un caposaldo del Marxismo Culturale. La solita politica dell’assurdo dove la parti sono invertite e la Destra ha introiettato la Sinistra del politicamente corretto. La nota confusione dei ruoli e degli schieramenti.

            La Costituzione della Repubblica italiana è un monumento all’ideologia comunista. I suoi precetti sono stati costruiti per far scivolare il Paese, pressoché inconsapevolmente, dal periodo post bellico a un regime comunista di tipo sovietico.

            Fare crollare il governo di Sinistra, Renzi, è veramente una priorità? Qual è l’alternativa di Destra? Il capo dello Stato, Mattarella, formerebbe mai un governo di Destra con le frattaglie raccogliticce esistenti in Parlamento. La caduta di Renzi porterebbe veramente all’indizione di nuove elezioni oppure determinerebbe l’avvento di un irresponsabile catastrofico governo tecnico utile solo ai Poteri forti fino al termine della legislatura.


La Destra che dice “Si!” al referendum costituzionale.


            Quello che è importante è aprire la Costituzione. Cambiare un sistema logoro. Funzionale alle aspirazioni rivoluzionarie della socialdemocrazia. Sistema costituzionale che sarà doveroso migliorare e perfezionare ancora in futuro. Ora è importante fare qualcosa subito per cambiare istituzioni insoddisfacenti. Rompere gli equilibri consolidati. Spaccare le alleanze. Le vecchie prassi. Impegnare i politici a rinegoziare i termini degli accordi.

            Il fronte del “No” è composto di gruppi politici della frammentata Destra nazionalista. I noti abbonati al Parlamento. Personaggi che avrebbero difficoltà a ritornare in un Parlamento riformato a proporre i soliti programmi usurati. A costoro conviene che le Istituzioni rimangano immutate. La caduta del governo in carica è solo un pretesto che assicurerebbe ancora tanti anni di vita parlamentare a inscenare false proteste antisistema per aizzare masse impotenti e frustrate.

            Quelli che crediamo essere i nostri rappresentati politici in realtà stanno tradendo la nostra buona fede per salvaguardare i propri interessi personali. La riforma di una Democrazia malfunzionante è sempre un progresso. La Destra non ha un capo riconosciuto che potrebbe assumere responsabilità di governo. Fare cadere il governo in carica in questo frangente è inutile e comporterebbe solo gravi sacrifici alla cittadinanza e all’intero Paese.

            Nella Destra manca il ricambio delle idee e delle persone. Sono organizzazioni reazionarie. La rappresentazione di un conservatorismo asfittico di temi superati e retrogradi. Il Senato delle Regioni può solo essere inviso al nazionalismo unitario su base autoritaria privo di reali identità biologiche.

            Le scelte sul voto referendario devono prescindere dalla disciplina di partito. Essere un voto di coscienza personale. Rispondere soltanto alle proprie percezioni. Funziona questo Parlamento? Darsi da soli la risposta è votare di conseguenza .

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