Angela Merkel. L’indifferente.



Angela Merkel. L’incapacità di percepire la dimensione dei problemi. Tra perdita di contatto con la realtà e fobie patologiche.


I Nera mpressiona vedere Angela Merkel porre con mesta indifferenza una striminzita rosa bianca sull’affastellato tumulo di fiori alla memoria delle vittime della strage di Berlino. Una recita a uso delle televisioni di tutto il mondo. Una edulcorata messa in scena multimediale, posticcia quanto basta per non urtare gli animi moderati più impressionabili, che sostituisce un lindo selciato di fiori profumati al nero manto di asfalto grondante di rivoli di sangue e brandelli di carne umana. Questa doveva essere la scena cui hanno assistito i presenti e i primi soccorritori. I grandi pneumatici del pesante autoarticolato erano cosparsi dei resti spappolati e irriconoscibili quelli che erano concittadini dell’Unione uccisi dalla criminale politica dell’accoglienza.

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Quando l’obbligo del silenzio diventa complicità nelle stragi.

                  All’apice dei pensieri di Angela Merkel, con totale mancanza di partecipazione e coinvolgimento emotivo al lutto dei civili europei orrendamente straziati da quella morte violenta e per le loro famiglie, vi era solo a preoccupazione d’inviare alle masse immigrate messaggi di rassicurazione circa la continuità del processo d’integrazione, come se, in quel drammatico frangente, quella fosse la questione più importante. Una offesa senza scuse né giustificazioni che dimostra la totale mancanza di tatto e l’incapacità di percepire la dimensione dei problemi.

                  Occorre sondare la psiche di costei poiché intende candidarsi al ruolo di cancelliere della Germania il prossimo anno e avere un ruolo decisivo anche in Europa. Comprendere come pensa e ragiona è fondamentale poiché potremmo trovarci a subire la sua raccapricciante concezione dell’Europa. Il nome è “leukophobia” e significa mancanza di amore per le persone della stessa tassonomia cladistica (l’inverso è Genophilia che significa amore per le persone della stessa tassonomia cladistica). Le simpatie di Angela Merkel sono a favore di quel multiculturalismo che è il frutto avariato del marxismo culturale.


Chi cura la salute mentale dei politici? La leukophobia. Una grave patologia mentale diventata espressione di una nuova normalità.


genophilia_small                  Il suo mandato è sostenuto da una ibrida coalizione trasversale. Il suo partito cattolico moderato (Cdu) tiene convenientemente assieme la destra bavarese (Csu) e la sinistra socialdemocratica (Spd). Le dichiarazioni sui profughi, dopo la strage terroristica di matrice islamica di Berlino, hanno fatto emergere delle perplessità sulla capacità di esercitare un ruolo di vertice a causa della continua perdita d’empatia. In discussione c’è la capacità di fungere da collante dell’eterogenea compagine elettorale che la supporta. I maggiorenti dei partiti alleati rimettono in discussione l’insostituibilità della Merkel e stanno maturando l’idea d’individuare un altro candidato.

                  Angela Merkel ha perso il contatto con la realtà e non riesce a valutare i fenomeni politici con chiarezza. Tronfia della sua supponenza nemmeno la morte cruenta delle vittime innocenti della strage di matrice islamica riesce a scuoterla. La sua volontà è aprioristica. Un dogma d’infallibilità che l’Europa intera deve subire. Non è facile stabilire le cause di tutto questo. Vivere ai vertici significa stare sotto la campana di vetro della vita sotto scorta. Il mondo è filtrato. Anche la senescenza delle facoltà fisiche e mentali è importante. L’incipiente demenza senile potrebbe avere un ruolo nel compromettere un sano equilibrio mentale e oggettiva capacità di giudizio. La nota questione dell’assenza del ricambio che degenera nell’autoritarismo.

Dei 5 di Hannover solo uno è ancora in carica.

Dei 5 di Hannover solo uno è ancora in carica.

                  A quale tipo di personaggio politico è affidato il nostro futuro? La questione è cruciale. Dopo undici anni la Merkel si ricandida per un reincarico. La saggezza non prevale mai e possiamo solo aspettarci il peggio. Occorre continuare a informare sul comportamento anormale di questa persona che ha fatto il suo tempo, commesso troppi guai e non capisce il momento di farsi da parte.

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