L’autoipnosi di metà cervello.



La parapsicologia che funziona! Un interessante esperimento alla portata di tutti. Come ipnotizzare metà del proprio corpo. Auto ipnosi emilaterale.


q-blu uesto approccio nasce dall’esigenza di mantenere almeno una parte di se stessi a contatto con la realtà oggettiva ed evitare la caduta nel sonno fisiologico propria dell’auto ipnosi tradizionale. L’emisfero cerebrale ipnotizzatore permane in stato di veglia. L’altro emisfero è ipnotizzato dal primo fino a raggiungere la trance ipnotica. L’aiuto di un professionista non è necessario ma sarebbe sempre opportuno avvisare una persona di fiducia di quanto accade poiché un medico generico o un paramedico privo di competenze specifiche sarebbe di scarso aiuto se non addirittura dannoso.

            Occorre chiudere un solo occhio. Quello destro oppure quello sinistro. L’occhio chiuso s’innerva nell’emisfero cerebrale che controlla il lato opposto del corpo. Scegliere, pertanto, il lato del corpo da sottoporre ad auto ipnosi emilaterale. Lato destro, emotivo. Lato sinistro, razionale. L’induzione segue l’approccio preferito fino al raggiungimento del livello di trance ottimale sonnambulismo, catalessi o letargia.

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I delfini devono potere emergere in superficie per respirare anche durante il riposo. Esigenze di sopravvivenza spiegano la ragione dei due emisferi separati.

            Occorre, quindi, compiere le verifiche di trance constatando la capacità di svolgere movimenti asimmetrici. Gli arti devono essere indipendenti. La rotazione delle braccia può essere contrapposta. La situazione apparirà nell’insieme piuttosto strana. Gli antichi esperimentatori hanno ottenuto il riso e il pianto contemporaneo dei due lati del volto della stessa persona.

            L’esercizio permette di prescindere dall’avere a disposizione un soggetto ipnotico con il quale allenarsi all’induzione in trance. Il lavoro ipnotico è eseguito su se stessi, permettendo, in questo modo, di constatare autonomamente le proprie personali capacità ipnotiche.


Essere iper vigilanti senza mai stancarsi. Come acquisire una resistenza superiore in condizioni critiche per non perdere mai il controllo della situazione.


            Questo comportamento può garantire la sopravvivenza in situazioni critiche dove non sia possibile abbandonarsi al riposo notturno per smaltire le tossine accumulate nel cervello. Il riposo avviene separatamente in tempi diversi nei due lati del cervello, mentre la persona mantiene una condizione di vigilanza sull’ambiente circostante, come può essere richiesto a una sentinella.

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I delfini riposano in coppia proteggendosi a vicenda.

            In natura esistono tanti animali che applicano un modello di comportamento simile. I delfini dormono navigando in coppia. Si proteggono reciprocamente osservandosi a vicenda con l’occhio interno. Nei delfini la vitalità è comunque rallentata. Nell’essere umano la trance stuporosa a occhi aperti non è un sonno ristoratore ma una modifica allo stato di coscienza. L’ipnotizzato vede solo quella porzione di realtà che l’ipnotizzatore gli permette di conoscere oltre la quale non vi è nulla che possa esplorare autonomamente con la propria volontà. Gli scopi di questa induzione sono quelli di ottenere la possibilità di realizzare tutte le fenomenologie ipnotiche di cui il soggetto sarà capace sviluppando capacità personali altrimenti inaccessibili. I vantaggi saranno innumerevoli. Primo tra tutti quello di non smettere mai di pensare e conservare la capacità di essere desti ventiquattro ore al giorno.

            Il corpo è abitato da stati di coscienza che sono demoni. Conviventi presenze che albergano nel profondo del nostro animo. Cooperano al successo quando sono sintoniche. Confliggono in una distruttiva lotta autolesionista se sono distoniche. Le presentazioni reciproche devono essere graduali. Un lato alla volta.

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