Carpire la trance ipnotica con uno stratagemma


Le trance ipnotiche, accanto alle tecniche di “induzione”, contemplano quelle di “utilizzazione”. Gli ipnotizzatori, poiché nelle trance si instaurano rapporti di relazione esclusiva con gli ipnotizzati, per rendere compatibili questi stati delle coscienze con l’affidamento di compiti specifici, devono sapere dove stiano vagando le menti dei soggetti. I metapsichisti risolsero i problemi dell’acquisizione dei rapporti di relazione con i medium in trance con un ingegnoso stratagemma.

            I tradizionali metodi di induzione in trance ipnotica non sembrano in grado di suscitare anche le stupefacenti trance medianiche e di determinare i correlati i fenomeni parapsicologici (levitazione, telergia, teleplastia e tanti altri fenomeni prodigiosi ascritti al campionario del “meraviglioso”). Il fluido universale del metodo di Mesmer (mesmerismo), nonostante sia stato presentato nei testi antichi come il più adatto a provocare i fenomeni estremi della metapsichica, nei fatti, oggi, si riduce a coreografiche forme di induzione ipnotica non verbali, volti a direzionare una sostanza imponderabile (il fluido universale), fuoriuscente dalle mani e dotato di miracolose proprietà taumaturgiche.

Lo spirito guida noto come Katie King.

Nell’immagine pittorica lo spirito guida noto come Katie King. Gli spiriti guida ebbero nomi propri. “Phinuit” per la signora Piper. “Uvani” per Eileen Garret.

            Alcuni sparpagliati indizi su questi metodi d’induzione in trance possono essere estrapolati a fatica dall’oblio del tempo da pubblicazioni a stampa assai datate. I frammenti di quei metodi d’induzione, per raggiungere livelli di coerenza adeguati e diventare pronti all’uso, pertanto, dovranno essere ricomposti insieme e perfezionati per tentativi ed errori.

            Nell’ambito delle recenti operazioni di ricostruzione è emersa una interessante curiosità, meritevole di essere riportata e vagliata, per successivi approfondimenti ed eventuali impieghi in applicazioni pratiche. Si tratta di un metodo per controllare la mente una persona già in trance medianica. Tale approccio, infatti, anziché iniziare l’induzione su di un soggetto in veglia, interviene su soggetti già in trance. Gli aspetti interessanti si concentrano non tanto sull’originalità di questi approcci quanto sugli aspetti speculativi inerenti all’uso di quegli inusuali talenti.

            I medium, con una sorta di profonda autoipnosi, hanno la capacità di porsi autonomamente in trance, perdendo totalmente coscienza di sé. Le loro menti, in assenza di suggestioni eterodirette, formulate da ipnotizzatori presenti nelle realtà di veglia, vagano senza meta nel flusso delle fantasie irrazionali proprie degli stati sognanti. Le psiche dei medium, per relazionarsi con le realtà di veglia e con i partecipanti alle sedute medianiche, suppliscono alla carenza degli ipnotizzatori con il vicariato degli “spiriti guida” (detti anche “controlli”).

            Gli “spiriti guida”, nelle sedute spiritiche, furono associati alle entità disincarnate dei trapassati, evocati, su richiesta dei partecipanti, per avere informazioni su persone scomparse o sull’aldilà. Gli “spiriti guida”, invece, nelle sedute scientifiche di metapsichica, presero il nome di “controlli”. I cultori di metapsichica, impegnati in queste ricerche, vollero indagare sulla natura di questi “controlli”, per cercare di capire se fossero delle personalità seconde dei medium, delle intelligenze esterne o altri fenomeni mentali ancora ignorati e meritevoli di studio.

Gli “spiriti guida” o i “controlli” sono stati razionalizzati come personalità seconde dei medium. Queste intelligenze, tuttavia, sembrano avere facoltà eccedenti le capacità intellettive dei medium che li evocano. Tali entità, interrogate, dichiararono di avere vita autonoma adimensionale. La verifica su questo genere di affermazioni è stata irta di difficoltà tanto che le ricerche si sono interrotte per l’impossibilità di ricavare da questi ordini di fenomeni delle regolarità scientifiche.

            I medium, a fine seduta, informati nello stato di veglia dell’esistenza e dell’identità di questi “spiriti guida” o di questi “controlli”, comparsi durante le sessioni, rimasero spesso impressionati dalle abissali distanze culturali che li separavano. Gli “spiriti guida”, talvolta stranieri, anche di sesso opposto, innescarono moti di rifiuto psicologico, specie nelle donne medium, le quali si chiesero come avessero potuto accordare, alle entità aliene di questi raccapriccianti accompagnatori maschili, l’ingresso e l’albergo nel profondo delle proprie intimità femminili, mettendoli al corrente di tutti i particolari privati delle loro vite.

L'apparizione del perispirito di una entità

Una immagine iconica dell’apparizione del perispirito in veste di entità ectoplasmica antropomorfa.

            I metapsichisti, nell’ambito di queste trance medianiche, allo scopo di saperne di più, chiesero e ottennero dagli “spiriti guida” o dai “controlli”, il potere di gestione delle trance dei medium. Queste cessioni diventarono, non tanto dei nuovi metodi induttivi delle trance, quanto dei mezzi di utilizzazione di trance già indotte, quali che ne fossero stati i metodi. I “rapporti ipnotici”, nei casi di “spiriti guida” che si fossero relazionati con i presenti alla seduta attraverso le voci tenebrose dei medium in trance, avrebbero potuto essere state traslate ai metapsichisti a voce mediante suggestioni verbali. I trasferimenti dei “rapporti magnetici”, invece, nelle suggestioni non verbali, avrebbero potuto essere attribuiti agli sperimentatori dalle “passate” delle mani sulle fronti o sugli occhi dei medium (o degli ectoplasmi quale che ne fosse stata la morfologia durante l’apparizione).

            Il problema della moralità degli ipnotizzatori, degli “spiriti guida” o dei “controlli” resta aperto. Quello che, di queste vicende, occorre mettere in evidenza, sono le possibilità di potere ottenere le gestioni dei rapporti di trance ipnotica, affidando i compiti induttivi agli “spiriti guida” o ai “controlli” delle personalità seconde dei medium (o qualunque altra cosa si potrebbe supporre che siano), facendosi poi cedere da queste entità i poteri di utilizzazione delle trance così indotte.

            Gli “spiriti guida” o i “controlli” (che nelle magie pagane rappresentano “idoli”) in questi modi, potrebbero diventare parti attive dei riti e determinare le induzioni in trance per conto di chi sappia opportunamente evocarli per svolgere incarichi specifici. Le trance medianiche ritroverebbero uno dei tanti metodi di induzione perduti con il passare del tempo e incrementare il novero delle tecniche di utilizzazione ipnotica destinati a produrre i fenomeni meravigliosi del “Grande Ipnotismo”.

Ipnosi bidirezionale



La bidirezionalità delle capacità ipnotiche. Ipnotizzatori e soggetti ipnotizzabili con capacita di segno polare negativo.


Uomo e Antiuomo

Uomo e Antiuomo

            Moltissimi individui a un bivio intraprendono sistematicamente la strada sbagliata. Al gioco d’azzardo non indovinano un solo lancio. Questa pervicace ostinazione nell’evitare di cogliere l’esito permette d’introdurre l’argomento dei poteri psichici di segno polare negativo. Al gioco dei dadi, su dieci lanci, la media statistica dovrebbe restituire cinque esiti di numero pari e altrettanti numero dispari. Un sensitivo potrebbe pronosticare la maggioranza degli esiti vincenti. Un antisensitivo potrebbe pronosticare la maggioranza degli esiti perdenti. Questo, quindi, non significa che il soggetto non sia dotato di poteri psichici, al contrario, egli li possiede, ma di segno polare negativo.

            Nel libro (Magnetismo, Ipnosi e Suggestione) sono stati posti in evidenza i campi di segno polare negativo, che potrebbero spiegare tanti misteri insoluti della pratica magnetica, ipnotica e di suggestione. La Fisica ha teorizzato l’ipotesi dell’antimateria. Un fenomeno analogo avviene nella pratica ipnotica, cioè l’esistenza di capacità ipnotiche attive e passive di segno polare negativo.

            I soggetti refrattari all’ipnosi con i metodi tradizionali potrebbero essere invece ipnotizzati da ipnotizzatori con poteri psichici di segno negativo. L’induzione in trance, così, preso atto di questo effetto, dovrebbe diventare più flessibile, specificarsi e adattarsi alle persone. Delle previe indagini psicologiche potrebbero rivelare quale possa essere l’ipnotizzatore più adatto. Un antiipnotizzatore (in senso analogo all’antimateria) potrebbe ottenere maggiori successi con soggetti che abbiano psicologie di segno negativo prossime alla sua.


Le capacità ipnotiche sono bidirezionali. Questo spiega perché, involontariamente, talvolta, le suggestioni o le autosuggestioni realizzano il risultato l’inverso di quello che vorremmo. Delle soluzioni, pero, esistono. Ecco quali.


            Si pone la questione di come invertire il senso del potere psichico, oppure come utilizzarlo così come è, senza modificarlo, tenuto conto che potrebbe non essere proficuo in questo universo (il soggetto, infatti, imbocca il percorso sbagliato e perde al gioco). Per effettuare la correzione, come in una immagine riflessa nello specchio, basterebbe soltanto fare l’inverso, per esempio, al bivio, prendere l’altra strada. Questo semplicismo, però, è troppo ingenuo per potere funzionare sempre. Con questo tipo di soggetti, per potere effettuare o ottenere una induzione in trance, occorre concettualizzare nei suoi aspetti fondamentali ed elaborare una apposita tecnica ipnotica.

Idrogeno Antiidrogeno

Idrogeno Antiidrogeno

            Successi empirici, in queste situazioni, potrebbero scaturire dall’imprevedibilità. Nelle decisioni d’istinto sarebbe opportuno cambiare la decisione all’ultimo istante. Nell’effettuare un preciso pronostico abbandonarlo per puntare sulle aree meno probabili. Nell’indurre una trance utilizzare metodi personali e alternativi a quelli appresi nelle scuole d’ipnosi.

            Le capacità magnetiche, ipnotiche e di suggestione, dunque, possono essere supportate da capacità psichiche che possono essere bidirezionali (positive o negative). Una induzione in trance apparentemente non riuscita, da parte di un ipnotizzatore con capacità di segno polare negativo, potrebbe comunque lasciare degli strascichi sui soggetti passivi. Qualcosa, comunque, è accaduto e la persona dovrà essere deipnotizzata come se lo fosse stata effettivamente, altrimenti sarà passibile di sfasamento del ritmo circadiano, sonnolenza protratta o mal di testa da confusione mentale. Gli ipnotizzatori o le ipnotizzatrici, prima di incominciare a esercitare la professione, dovranno comprendere la natura dei propri poteri per usarli in modo vantaggioso conformemente alla propria indole polare.

La trance tra rilassamento e agitazione

Trance e agitazione


Anche l’agitazione può scatenare la trance. Il rilassamento è soltanto uno dei tanti approcci. Meglio, quindi, non precludersi nessuna modalità di accesso al profondo.    


            Anche l’ansia può essere il fattore scatenante di una trance magnetica, ipnotica o per mezzo di suggestione. Il modello del rilassamento si è consolidato nella nostra disciplina fino a diventare egemone. Il rarefarsi dei fenomeni di trance, però, lascia supporre un eccessivo irrigidimento dogmatico imposto dalla psicologia e dalla medicina. Gli esperimenti dovrebbero essere ripresi al più presto per confermare l’ipotesi ansiosa come approccio altrettanto normale per determinare i fenomeni di induzione in trance.

Mesmerismo Ipnosi e Suggestione

Mesmerismo Ipnosi e Suggestione

            Nel libro “Magnetismo, Ipnosi e Suggestione. Uno studio sulle abilità necessarie per indurre la trance negli individui e nelle moltitudini” abbiamo trattato della trance delle masse. Nei gruppi numerosi, opportunamente stimolati, come abbiamo cercato di dimostrare, i fenomeni di trance possano essere ottenuti sia con il rilassamento, sia suscitando ansietà o l’agitazione. Allo scopo abbiamo citato i noti casi della medievale danzimania e delle frenetiche cerimonie tribali delle popolazioni aborigene.

            Gli ipnoterapeuti, durante le anamnesi dei pazienti e le indagini psicologiche, potranno accorgersi facilmente quale tecnica sarà più opportuna. Utilizzare l’ansia, anziché il rilassamento, in molti casi, potrebbe essere più proficuo. L’ansia è già pronta per l’uso al contrario dell’improbabile rilassamento, difficile da ottenere, poiché richiede una volontà di cooperazione nel paziente che potrebbe mancare.


Molte persone entrano in trance con il rilassamento. Altrettante persone entrano in trance con l’agitazione frenetica.


            Occorre separare sempre l’induzione dall’utilizzazione della trance. Per comprendere meglio questo concetto è utile formulare ipotesi estreme o paradossali e osservare le curiose conseguenze. Ai soggetti indotti in trance, con tecniche basate sul rilassamento, per esempio, come risposte fenomenologiche, potrebbe essere richiesto di esprimere degli stati agitati. Al contrario ai soggetti ansiosi in trance potrebbe essere richiesto di formulare stati di quiete. Il mentalista dovrà sempre sapere dove si trovi la mente delle persone che ha in trattamento per evitare di incappare in clamorosi equivoci. Cercare di provocare uno stato di rilassato in una persona agitata, per indurre la trance, è una operazione improba. Analogo discorso per l’inverso.

Trance e danze agitate

Trance e danze agitate

            Il rilassamento non è una condizione definita con precisione. Le precondizioni fisiche sono l’immobilità, la chiusura degli occhi e il controllo del respiro. Il rilassamento è concepito come un processo automatico, avviato da queste condizioni, che si approfondisce progressivamente con il trascorrere del tempo, in modo autonomo. La questione, però, a questo punto, si complica e diventa piuttosto intricata. L’ansia, a differenza del rilassamento, avrebbe capacità refrattarie alla penetrazione dell’altrui pensiero (come se fosse un antidoto) oppure dovrebbe potersi porre sullo stesso piano?

            La trance non è un fenomeno esclusivamente interiore dell’individuo ma ha delle propaggini esterne. L’operatore (Magnetizzatore, Ipnotizzatore o suggestionatore) non è mentalmente inerte poiché apporta il suo contributo psichico determinante alla realizzazione del fenomeno. Ai professionisti capaci d’indurre la trance, assodato un loro intervento mentale dall’esterno, serve davvero il rilassamento, oppure potrebbero prescinderne, utilizzando, per i propri scopi, anche stati ansiosi o qualsiasi altro stato in cui si trovi la mente in quell’istante. La tecnica ipnotica ha ancora senso? Il suo uso, con tutta probabilità, vale solo per gli apprendisti dell’ipnosi. Un professionista affermato potrebbe farne anche a meno. Il suo unico limite sarà la sfibrante stanchezza mentale degli esercizi di mantenimento del potere psichico.

            Queste considerazioni spostano il baricentro dell’induzione in trance dal soggetto passivo a quello attivo accentuando il ruolo modulare dell’operatore. Una rapida valutazione delle circostanze potrà indicare se le condizioni possano essere proficue sia per l’induzione sia per l’utilizzazione della trance, in stretta correlazione dallo stato rilassato o ansioso del soggetto bersaglio.

Trance mediante le danze

Trance mediante le danze