Meme



Evoluzione dei caratteri di una cultura dipende dalla propagazione di unità d’informazione chiamate “Memi”. Questi memi determineranno i connotati di una civiltà così come i geni determineranno quelli dell’individuo. Diffonderli è, quindi, di vitale importanza.


i-arcobaleno pappagalli sono creature meravigliose. Con la voce sono capaci di ripetere quello che ascoltano. Pronunciano imitazioni sonore senza comprenderne del significato. Questo comportamento replicativo è adottato anche dagli umani, attraverso la cultura, che diffondono per sentito dire, a scuola o all’Università. Questi frammenti d’informazione replicata si chiamano “Memi”.

                  La memetica è una protoscienza. Esiste da pochi decenni e si sviluppa nell’ambito della società dell’informazione. Internet permette di sfuggire ai mantra dei memi ufficiali sviluppando nuovi orizzonti di pensiero. Il meme sta all’evoluzione culturale come il gene sta all’evoluzione biologica. Il gene trasporta unità d’informazioni biologiche tra un individuo all’altro regolando la trasmissione dei caratteri (per esempio gli occhi azzurri o i capelli biondi). I memi fanno la stessa cosa trasmettendo unità d’informazione che si autopropagano tra menti, con libri stampati o attraverso la rete e così via.


(Evoluzione biologia) Gene : Meme (Evoluzione culturale)

I genitori, con le scelte di accoppiamento, possono scegliere i tratti somatici dei figli. I cittadini, con l’adesione o il rifiuto dei “memi”, possono decidere il futuro della propria civiltà. La piena libertà presuppone il principio che nessun meme debba essere taciuto o vietato per favorire il permanente radicamento di apparati di potere buoni per definizione.


                  I modelli sociali sono retti dai memi della cultura dominante. In biologia un agente mutageno può provocare una mutazione genetica. Allo stesso modo la cultura può subire mutazioni memetiche per effetto di informazioni che sono idee e concetti diversi da quelli propalati dalla cultura ufficiale. Il gene e il meme influiscono notevolmente sulla qualità della vita dei singoli e dei gruppi sociali cui appartengono migliorandola o peggiorandola. Questo spiega perché la diffusione di alcuni memi è soggetta ad attacchi delle istituzioni tesi a impedirne la libera circolazione. I Parlamenti, ledendo il diritto alla libertà di parola e di espressione (in Italia la legge Mancino Taradash), hanno emanato disposizioni destinate a censurare idee diverse dal benpensante pensiero della sinistra e dei cattolici.

                  Oppressori e oppressi continuano a esistere. Cambiano gli artefici e le vittime in un conflitto a bassa intensità tra chi paga e chi ottiene vantaggi per mezzo dell’intermediazione politica. Questo cambia la qualità della vita delle persone. Il problema non è solo economico. Interi habitat sociali sono stati devastati dalle utopie del multiculturalismo, che costringe a convivere, sullo stesso territorio, con persone indesiderabili, fino a concepire l’idea della sostituzione d’interi popoli o gruppi etnici in un lento genocidio.

                  Provocare una mutazione memetica, attraverso la proposizione di comportamenti d’imitazione destinati a promuovere l’instaurarsi di una diversa cultura, è una esigenza imprescindibile per la sopravvivenza della specie. Internet è un media a basso costo che deve essere considerato solo il primo gradino cui dovrà seguire la conquista di tutti gli altri mezzi d’informazione.

                  Occorre disseminare i memi (della Destra alternativa) nella misura maggiore possibile. La popolazione deve essere informata sulle prospettive disgregative dell’ordine sociale. Modello di sviluppo che non è unanime, ma costituisce il progetto eversivo di un gruppo dirigente che ha monopolizzato il potere. Lo stadio avanzato dei processi degenerativi consiglia di attivarsi subito, con ogni mezzo, per provocare quella necessaria mutazione memetica a difesa della sopravvivenza della propria civiltà.

Andrea e Nicola sono maschi o sono femmine?

Stilografica


Andrea e Nicola sono maschi o sono femmine? Il sesso della lingua italiana e il genere neutro. La confusione delle vocali tra maschili, femminili e ambigenere fra storia e attualità.


capolettera-azzurra-rosa ella lingua italiana manca il genere neutro. Questo comporta molte difficolta nel trasporre al femminile alcune parole tipicamente maschili che, invece, dovrebbero essere neutre. Alcune professioni ne sono un chiaro esempio. Al genere maschile dell’avvocato corrisponde il femminile dell’avvocata. Al genere femminile della psichiatra corrisponderebbe il maschile dello psichiatro. Seguita dalla presidente o dalla presidentessa, dalla giudice o la giudicessa o giudichessa. Il problema stride continuamente per l’evidente difficoltà a esprimere correttamente tutto quello che è ambigenere. Molti intellettuali sembrano smarriti di fronte al problema innescando inutili polemiche filologiche senza costrutto.

Laura Boldrini. Funzionaria e politica. Presidente, pro tempore, Camera dei Deputati

Laura Boldrini. Funzionaria e politica. Presidente, pro tempore, Camera dei Deputati

                  Il problema è diventato quanto mai attuale per effetto delle conquiste legate all’emancipazione femminile. La lingua italiana è stata costruita a tavolino, dopo all’Unità d’Italia, da alcuni intellettuali risorgimentali (Ugo Foscolo, Massimo D’Azeglio e Alessandro Manzoni «sciacquare i panni in Arno» e altri), spiluccandola dai tanti dialetti parlati nella Penisola. Dal toscano, in particolare, è stata tratta la parte maggiore, poiché aveva una meglio conservata struttura derivata dal latino e numerose opere letterarie di supporto che offrivano una apparente continuità culturale, la quale procede dai Poeti fiorentini del Trecento (Dante, Petrarca e Boccaccio) e giunge allo Stato unitario con un solo balzo di cinque secoli. Una esigenza di comunicazione nata dapprima dai protagonisti dei Moti risorgimentali, i quali, spesso, non si capivano; e, forse, se si fossero capiti, si sarebbero dedicati ad altre attività (sicuramente più utili e produttive); poi dall’esigenza di dare una lingua al plebiscitario Regno d’Italia.


Cosa vuoi fare da grande? L’avvocata o lo psichiatro?


Vittorio Sgarbi. Critico d'arte, opinionista, scrittore, personaggio televisivo e politico italiano

Vittorio Sgarbi. Critico d’arte, opinionista, scrittore, personaggio televisivo e politico italiano

                  La Monarchia Sabauda aveva una struttura sociale maschilista, militarizzata e autoritaria. Le donne non avevano alcuna voce in capitolo per influire sull’invenzione del costrutti linguistici della lingua italiana, reclamando il diritto alla considerazione di genere. La neonata lingua italiana, per quegli intellettuali, doveva sembrare perfetta. Nessuno di loro, purtroppo, era poliglotta nel senso moderno della parola. Se lo fossero stati, si sarebbero accorti di questo e di altri gravi errori d’impostazione generale, poiché, in tutte le altre lingue europee, esiste il genere neutro e altre importanti differenziazioni linguistiche che specificano i contenuti del discorso, con dizionari che superano di tre volte il numero di parole della lingua italiana. Differenze che distinguono non solo i maschi dalle femmine ma anche gli umani dai non umani, come gli animali o le cose. In altre lingue, per esempio, il tedesco, che non a caso è la lingua della filosofia, il verbo che descrive l’azione di alimentarsi negli uomini “essen” è diverso dal mangiare degli animali “fressen” ed è offensivo usare quel verbo per gli uomini a meno di volerli insultare.

                  Il maschile e il femminile è definito dalle lettere vocali che in italiano sono cinque con sette suoni dati dall’accento: a é è i ó ò u. La “o” è maschile; la “a” è femminile; mentre la “e”, “i” e la “u” possono essere maschili o femminili a seconda dell’articolo che le precede. Al maschile “avvocato” corrisponderebbe dunque il femminile “avvocata”. Al femminile “psichiatra” corrisponderebbe il maschile “psichiatro”. La regola grammaticale non funziona sempre e occorrono continuamente eccezioni, talvolta colpevolizzando il latino, che non può difendersi, anziché i letterati risorgimentali e le loro sviste. Vi sono dubbi sui ruoli delle vocali ambigenere “e”, “i” e la “u” anche quando sono corretti: Questo è il caso del presidente, del giudice o del rettore che terminando con la vocale ambigenere “e” in italiano non è sessuata e pertanto perfettamente adatta a identificare un incarico professionale svolto sia da uomini sia da donne (salvo l’articolo che le precede che, stonature a parte, identificherà il sesso della persona). L’errata percezione del genere della vocali crea confusione anche nell’attribuzione dei nomi propri di persona. Al nome proprio femminile “Andrea”, dovrebbe corrispondere il maschile “Andreo”, o casomai l’ambigenere “Andre” (Adele, femmina; Ermete, maschio). Allo stesso modo “Nicola” è femminile, mentre il maschile è “Nicolo” o il più comune “Niccolò”.

                  In Italiano, per ottenere la perfezione linguistica, occorrerebbe incrementare il numero delle vocali, importandole da altre lingue, allo scopo di costruire quel mancante genere neutro che provoca continuamente confusione ed errori. Un linguista e glottologo di grande prestigio, incaricato ministro, potrebbe assumere il difficile incarico di restaurare la lingua per renderla più esplicita, emancipandola da quei dialetti, scaturiti dalla volgarizzazione del latino, da cui trae origine.

L’autoipnosi di metà cervello.



La parapsicologia che funziona! Un interessante esperimento alla portata di tutti. Come ipnotizzare metà del proprio corpo. Auto ipnosi emilaterale.


q-blu uesto approccio nasce dall’esigenza di mantenere almeno una parte di se stessi a contatto con la realtà oggettiva ed evitare la caduta nel sonno fisiologico propria dell’auto ipnosi tradizionale. L’emisfero cerebrale ipnotizzatore permane in stato di veglia. L’altro emisfero è ipnotizzato dal primo fino a raggiungere la trance ipnotica. L’aiuto di un professionista non è necessario ma sarebbe sempre opportuno avvisare una persona di fiducia di quanto accade poiché un medico generico o un paramedico privo di competenze specifiche sarebbe di scarso aiuto se non addirittura dannoso.

            Occorre chiudere un solo occhio. Quello destro oppure quello sinistro. L’occhio chiuso s’innerva nell’emisfero cerebrale che controlla il lato opposto del corpo. Scegliere, pertanto, il lato del corpo da sottoporre ad auto ipnosi emilaterale. Lato destro, emotivo. Lato sinistro, razionale. L’induzione segue l’approccio preferito fino al raggiungimento del livello di trance ottimale sonnambulismo, catalessi o letargia.

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I delfini devono potere emergere in superficie per respirare anche durante il riposo. Esigenze di sopravvivenza spiegano la ragione dei due emisferi separati.

            Occorre, quindi, compiere le verifiche di trance constatando la capacità di svolgere movimenti asimmetrici. Gli arti devono essere indipendenti. La rotazione delle braccia può essere contrapposta. La situazione apparirà nell’insieme piuttosto strana. Gli antichi esperimentatori hanno ottenuto il riso e il pianto contemporaneo dei due lati del volto della stessa persona.

            L’esercizio permette di prescindere dall’avere a disposizione un soggetto ipnotico con il quale allenarsi all’induzione in trance. Il lavoro ipnotico è eseguito su se stessi, permettendo, in questo modo, di constatare autonomamente le proprie personali capacità ipnotiche.


Essere iper vigilanti senza mai stancarsi. Come acquisire una resistenza superiore in condizioni critiche per non perdere mai il controllo della situazione.


            Questo comportamento può garantire la sopravvivenza in situazioni critiche dove non sia possibile abbandonarsi al riposo notturno per smaltire le tossine accumulate nel cervello. Il riposo avviene separatamente in tempi diversi nei due lati del cervello, mentre la persona mantiene una condizione di vigilanza sull’ambiente circostante, come può essere richiesto a una sentinella.

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I delfini riposano in coppia proteggendosi a vicenda.

            In natura esistono tanti animali che applicano un modello di comportamento simile. I delfini dormono navigando in coppia. Si proteggono reciprocamente osservandosi a vicenda con l’occhio interno. Nei delfini la vitalità è comunque rallentata. Nell’essere umano la trance stuporosa a occhi aperti non è un sonno ristoratore ma una modifica allo stato di coscienza. L’ipnotizzato vede solo quella porzione di realtà che l’ipnotizzatore gli permette di conoscere oltre la quale non vi è nulla che possa esplorare autonomamente con la propria volontà. Gli scopi di questa induzione sono quelli di ottenere la possibilità di realizzare tutte le fenomenologie ipnotiche di cui il soggetto sarà capace sviluppando capacità personali altrimenti inaccessibili. I vantaggi saranno innumerevoli. Primo tra tutti quello di non smettere mai di pensare e conservare la capacità di essere desti ventiquattro ore al giorno.

            Il corpo è abitato da stati di coscienza che sono demoni. Conviventi presenze che albergano nel profondo del nostro animo. Cooperano al successo quando sono sintoniche. Confliggono in una distruttiva lotta autolesionista se sono distoniche. Le presentazioni reciproche devono essere graduali. Un lato alla volta.