Il fluido e il magnetismo animale

Mano

Nelle pose e negli atteggiamenti del corpo umano vi è qualcosa di misterioso celato da un velo impalpabile. Un gesto della mano può sprigionare energia vitale dalla punta delle dita, librarsi nell’etere e raggiungere un altro essere trasmettendogli sensazioni ed emozioni. Le dita della mano parlano in un linguaggio arcano di cui si è dimenticato il significato. Un linguaggio preverbale che può essere eternamente intuito e compreso.

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Ipnopedion

Ipnopedion

Negli anni Sessanta si affermò l’idea secondo la quale l’ipnosi avrebbe potuto essere utilmente impiegata per aiutare le persone ad affrontare alcune sfide che la vita proponeva con brevi trattamenti a domicilio con l’ausilio di mezzi di riproduzione sonora come dischi in vinile e audiocassette. L’ipnosi, allora, come tutto ciò che era psichedelico, fu di moda. “Ipnopedion” è stato un trattamento ipnotico, in quattro sedute, per lo sviluppo di una memoria prodigiosa. Le suggestioni dell’ipnotizzatore e quattro brani di accompagnamento musicale, dopo aver attivato automatismi psichici di retroazione, avrebbero instaurato gradualmente nella mente dell’ascoltatore delle risposte postipnotiche per far ottenere senza fatica, semplicemente ascoltando una solfa di violino e di flauto, questa facoltà straordinaria.

Trilby e Svengali

Trilby e Svengali

Trilby è il titolo di una novella del 1894, scritta da George Louis Du Maurier, che narra la storia di una modella, tanto bella quanto stonata, che posava nuda per i pittori bohemien nella Parigi del 1850. Trilby, nella cerchia di amici comuni incontrò Svengali (che non è un nome proprio ma descrive un furfante scaltro e privo di scrupoli), un attempato maestro di canto, il quale s’invaghì di lei. Svengali, dotato di notevoli capacità ipnotiche e telepatiche, decise di insegnare a Trilby a cantare in modo superbo. Il maestro, però, volle creare una dipendenza con la giovane e, per questo, insegnò a cantare alla di lei personalità di trance, ma non alla ragazza in veglia, in modo che ella sarebbe stata afona e stonata senza l’ipnosi di Svengali. Trilby, così, divenne una celebrità internazionale sapendo che il suo successo sarebbe stato indissolubilmente legato a quello di Svengali. La cantante, un brutto giorno, a causa di un lieve attacco di cuore del vecchio ipnotizzatore, entrò in scena senza essere in trance. Il concerto fu un completo fallimento e la platea la insultò selvaggiamente…

La storia riprende, in versione romanzata, alcuni fatti di cronaca rosa dell’epoca vittoriana che fecero scalpore e che riguardarono la relazione amorosa tra l’arpista e compositore francese Nicolas-Charles Bochsa e la soprano inglese Anna Bishop.

La novella fu un notevole successo editoriale e se ne conoscono diverse versioni. Anche il grande cinema portò in scena Svengali e Trilby in varie pellicole che si concentrarono, ora sull’uno ora sull’altra, secondo le esigenze del copione. A questo collegamento ipertestuale (“Svengali”) è visibile la pellicola originale del 1931, in bianco e nero, in lingua inglese, interpretato da John Barrymore e da Marian Marsh, con la regia di Archie Mayo. La versione in lingua italiana è distribuita dalla Warner Brothers.

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