Quante persone per una élite?



Un élite di potere è composta da un esiguo numero di persone che talvolta si conta sulla punta delle dita. Come si costruisce un élite stabile, pronta ad affrontare grandi sfide, senza che l’individualismo ne corroda la compagine.


e élite spesso sono composte da ambiziosi coetanei. Uomini e donne che hanno superato il problema dell’autoaffermazione e del successo personale. In genere sono maturi o anziani. Ma sono possibili anche élite giovanili che spesso mancano di esperienza, non hanno una visione complessiva dei problemi o contatti a livello appropriato. Quando un élite riesce a fare cessare l’esasperato individualismo e ad appianare le reciproche divergenze di opinione allora diventa capace di tutto.

                  Un élite non può esistere subordinatamente alle regole emanate da altri. Ubbidire servilmente alle regole altrui farebbe fallire il concepimento qualsiasi progetto creativo, specialmente se teso a prendere il controllo della situazione, esercitando azioni temerarie senza alcuno scrupolo, per raggiungere i propri obiettivi e affermare la propria volontà.

Una famosa élite

Una famosa élite

                  L’élite deve essere concepita come un’entità divina. Quasi sovrumana. Vive la sua esistenza in una sorta di esaltazione effervescente. La propria volontà è l’unica regola che può esistere nel suo mondo. I suoi progetti sono caratterizzati da una visione di lungo periodo e durano decine di anni o secoli. Concependo la profondità dell’orizzonte disegna il futuro collocandosi in una prospettiva evoluzionistica e storica.

                  Il finanziamento di una nuova élite potrebbe sembrare insormontabile. Invece non è così. Un élite il denaro per la propria causa se lo prende senza troppi preamboli. L’unico limite è la mancanza di fantasia nell’individuare le potenziali fonti di approvvigionamento, poiché ciò richiede un cambiamento degli ordinari modelli di pensiero.


Il finanziamento di una nuova élite potrebbe sembrare insormontabile. Invece non è così. Un élite il denaro per la propria causa se lo prende senza troppi preamboli


                  L’élite genera un caos preordinato. Il disordine, la confusione e il disorientamento sono l’ambiente ideale entro il quale promuovere la propria politica di potere. Quando manchi deve essere creato con azioni positive. Il disordine è la condizione essenziale per creare un nuovo ordine e chi l’ostacola deve essere tolto di mezzo, preferibilmente senza troppo clamore.

CEO Office

CEO Office

                  L’élite si avvarrà progressivamente di un gruppo dirigente che ne costituisce la struttura operativa. Il gruppo dirigente è spesso all’oscuro del progetto completo e trova la sua motivazione nella lauta remunerazione connessa alla sua carica. I lauti guadagni saranno causa principale dell’ottusa ferocia nel raggiungimento degli obiettivi. Questo gruppo deve essere addestrato adeguatamente. La formazione parziale fa prevalere sensazioni di vertigine, simile a quella di precipitare in una dimensione sconosciuta o di essere smarriti in un vuoto cosmico, con conseguente pericolo d’inazione o di deviazionismo.

                  Il servilismo, appreso attraverso le dottrine della cultura dominante, sono la causa che impedisce lo sviluppo d’innumerevoli élite di potere. Ma non appena si tolgano tutte le incrostazioni imposte dalle sovrastrutture morali si apre un nuovo universo al pensiero e ci si accorge che tutte le possibilità sono aperte, occorre solo avere il coraggio di pensarle prima e realizzarle dopo, senza alcuna remora.

                  L’élite è un organismo superiore che, non solo esercita il potere, ma lo crea, stabilendone i principi ispiratori. Al crescere del potere acquisito si ritirerà progressivamente nell’anonimato escludendo il pericolo di essere compromessa dalla notorietà propria della fase pionieristica, dove i membri fondatori si sono esposti in prima persona a favore del progetto da essi stessi concepito.

Un aereo precipitato

Rotta aerea


I generali esperti si rendono invincibili attendendo che il nemico commettetta degli errori.

Sun Tzu (L’Arte della guerra)


           Un altro aereo è misteriosamente precipitato. Al dispiacere per le morti bianche segue una valutazione sugli sviluppi futuri dell’aviazione civile indirizzata verso la costruzione di velivoli sempre più grandi e capienti. Il volo aereo diventerà sempre più pericoloso. Questa notizia, tuttavia, non deve essere considerata totalmente negativa in un mondo di affaristi globalizzati provenienti dall’Asia e dai Paesi estrattori di petrolio.

Boeing-787-9 Dreamliner

Boeing-787-9 Dreamliner

            Le compagnie aeree committenti sono a prevalente capitale straniero. Una crisi del volo aereo deve essere concepita come un effetto positivo per le democrazie bianche. Il problema è bloccare la mobilità sulle lunghe distanze e il terrorismo internazionale può essere di grande aiuto allo scopo di limitare i flussi un mondo diventato troppo aperto.

            La paura di perdere la vita in un attentato terroristico deve impedire la mobilità intercontinentale e con essa nuove ondate immigratorie dei nuovi ricchi o poveri che siano. I nababbo con capitali in eccesso in cerca di investimenti in un capitalismo malato sono anche più pericolosi della massa di manovra trasportata dai barconi negrieri e raccolti da militari in gonnella da crocerossina per scansare il pesante mestiere della guerra di difesa dei confini.

Egyptair Airplane            La prosperità del mondo bianco passa dall’autarchia, dall’isolamento e dall’abbandono dell’economia del petrolio. In questa direzione il terrorismo fondamentalista può fornire un grande aiuto. Un aiuto insperato che proviene proprio dal nemico.