Contro il Marxismo Culturale

Che cos’è il Marxismo culturale?

Il Marxismo culturale è un termine generale che si riferisce allo sviluppo teorico e all’applicazione pratica della “Teoria Critica” e, più in generale, all’influenza culturale, politica e accademica di determinati elementi della Sinistra contemporanea. Le radici del Marxismo culturale sono da ricercare in quella che è chiamata comunemente la “Scuola di Francoforte”. La definizione iniziò formalmente a essere utilizzata per descrivere i pensatori, gli affiliati e gli associati dell’Istituto di Ricerca sociale (Sociologia) all’Università Goethe, di Francoforte, in Germania, durante il periodo tra le due Guerre mondiali. I Marxisti culturali, critici sia del Capitalismo sia del Comunismo sovietico, affrontarono i limiti percepiti del Marxismo classico, nel perseguimento del cambiamento sociale.

Cos’è la “Teoria Critica”?

La “Teoria Critica” è un approccio multidisciplinare d’ingegneria sociale. Definire e categorizzare la Teoria Critica è straordinariamente difficile poiché riguarda un vasto insieme d’idee, d’individui e d’approcci. L’aspetto costante fondamentale della Teoria Critica, comune a tutti i suoi rami, in ogni caso, è la creazione di teorie interdisciplinari che servono come strumenti di trasformazione sociale.

La Scuola di Francoforte ha concepito l’intellettuale colto e l’accademico di Sinistra?

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Il progressivo declino del livello dell’istruzione universitaria in Europa e nel Nord America.

Negli Anni Sessanta del Novecento la Teoria Critica della Scuola di Francoforte arrivò ad attrarre alcuni segmenti della Sinistra e del pensiero di Sinistra sia in Europa sia nel nord dell’America. Oggi la sua azione propulsiva è promossa attraverso il mondo accademico formando il pensiero di tutti gli studenti universitari. Gli accademici di Sinistra dominano le scienze sociali, umanistiche e anche quelle scientifiche, per esempio, in biologia, sostengono con vigore l’ibridazione delle popolazioni bianche, presumendo di fortificare questa specie (eugenetica di Sinistra).

Chi è stato Herbert Marcuse?

Herbert Marcuse è stato un dei critici teorici più influenti. Membro originale della Scuola di Francoforte ha espresso teorie che dovrebbero fare suonare i campanelli di allarme a chi non appartiene alla sua corrente di pensiero. Si consideri il seguente brano tratto dalla sua pubblicazione del 1965, intitolata “Tolleranza repressiva”: « … le minoranze senza potere devono essere aiutate. La loro esistenza è più importante della conservazione della libertà e dei diritti costituzionali delle maggioranze che, abusando delle proprie prerogative, sistematicamente le opprimono… ».

Come il Marxismo Culturale, attraverso la Teoria Critica, ha sostituito il Marxismo classico?

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Il rappresentante di un comitato di accoglienza per i profughi.

Il Marxismo Culturale si è evoluto approfittando delle libertà esistenti dei Paesi democratici nel secondo dopoguerra. Il Marxismo Culturale, in questo clima storico politico, ha convissuto con il Marxismo classico, fino al crollo dell’Unione sovietica nel 1989. La Sinistra, in seguito, non potendo più contare sui presupposti ideologici dell’economia Marxista, ha accolto il Marxismo Culturale, ristrutturando il proprio impianto ideologico. Il Marxismo culturale era compatibile con molti assunti della dottrina sociale della chiesa cattolica e ha catturato anche alcune frange importanti della Destra moderata. I principi universali dei diritti dell’Uomo sono stati globalizzati e a tutti gli abitanti del Pianeta è stata estesa la liberta di circolazione e d’insediamento nei Paese democratici dei popoli bianchi, creando in pochi decenni una immane disgregazione sociale.

Quali sono gli ambiti d’intervento della Teoria Critica?

La Teoria Critica ha ispirato molti movimenti di protesta che lottano per le cause più disparate. Giustizia sociale. Femminismo. Neo-progressismo. Post colonialismo. A essere fatto oggetto di rivendicazione sono i diritti di genere, l’orientamento sessuale, la famiglia, il gruppo biologico, la cultura o la religione. Ogni aspetto dell’identitario della persona è messo in discussione e progressivamente demolito. I singoli individui sono indotti a credere di essere parte di un gruppo di minoranza vittima del sistema che deve lottare per ottenere il riconoscimento di pretesi diritti negati o nuove opportunità.

Quali sono le soluzioni del Marxismo culturale contro le ingiustizie sociali?

Il Marxismo classico si fondava sulla lotta di classe tra la borghesia (ricca) e il proletariato (povero). Il Marxismo culturale, invece, fonda le basi del conflitto sociale tra maggioranze privilegiate (di oppressori) e minoranze non privilegiate (di oppressi). La classe lavoratrice, oramai priva d’identità sociale, è stata rimpiazzata da schiere di minoranze in lotta per il riconoscimento di diritti veri o supposti. Il Marxismo Culturale propone di sperimentare, come conquiste della modernità, tutti i comportamenti riprovati dalla tradizione: transessualismo, matrimoni misti, ibridazioni, adesione ai fondamentalismi.

Qual è stato il ruolo di Theodor Adorno in tutto questo?

Theodor Adorno, altro membro originale della Scuola di Francoforte, scrisse un libro esplicativo per comprendere le basi dottrinarie del Marxismo Culturale, intitolato: “La personalità autoritaria”. Nel libro si definisce: a) la genitorialità; b) l’orgoglio famigliare; c) la cristianità; e) la sintonia con il sesso di appartenenza e l’eterosessualità; f) l’amore patrio; come fenomeni patologici. Adorno ha massicciamente contribuito a sovvertire l’ordine dei normali valori della tradizione trasformandoli in malattie. Una caratteristica costante del Marxismo Culturale è proprio quella di considerare patologici (cioè malati) tutti quelli che non si adeguano. I punti di vista differenti sono descritti come paure irrazionali o “fobie”. Una persona bianca, per esempio, che non si senta a proprio agio a vivere come minoranza in un quartiere dominato da immigrati mussulmani è definita “islamofoba”, poiché il desiderio di vivere con persone culturalmente ed etnicamente simili è considerato malato o fobico. Se gli immigrati Pakistani (o di qualsiasi altra etnia) che vivono in Europa o nel nord dell’America, al contrario, mostrano una preferenza per il gruppo etnico di appartenenza e colonizzano interi quartieri formandoli in proprie enclave, non c’è alcuna malattia, nessuna “fobia”, solo multiculturalismo.

Il Politicamente corretto in cosa consiste esattamente?

Una celebre manifestazione propagandistica del Marxismo Culturale è l’obbligo di mantenere un atteggiamento “Politicamente corretto” allo scopo di costringere tutti i canali mediatici e le scienze sociali ad attenersi ad alcune regole pervasive, prima tra le quali mettere in discussione il comune linguaggio, sostituendolo con parole edulcorate e anodine.


Obbliga a mettere in discussione il comune linguaggio e ridefinire le parole e i modi di dire.


Gli immigrati clandestini, per esempio, sono definiti “migranti senza documenti”. La discriminazione etnico razziale deve essere chiamata “discriminazione positiva”. L’ambizione di definire e ridefinire le parole può essere vista come un mezzo per controllare il dibattito e alterare le forme espressive. Razzismo e sessismo sono stati classificati come prodotti del potere e del pregiudizio, affermazioni che conducono a portati assurdi, con affermazioni del tipo: «Per una donna non è possibile porre in atto alcuna discriminazione sessuale contro gli uomini. Il sessismo è formato da due elementi: pregiudizio più potere e gli uomini sono sia il genere dominante sia i detentori del potere». «Io, donna appartenente a una minoranza etnica, non posso essere mai essere sessista o razzista nei confronti di uomini bianchi.».


Impone di mantenere sempre una opinione comprensiva e favorevole verso i gruppi sociali che si presumono oppressi anche di fronte ai gravi fatti di criminalità.


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La Autorità sono obbligate a mantenere un atteggiamento comprensivo anche di fronte a gravi fatti di criminalità.

L’Islam deve essere proposta come una religione di pace. Black Live Matters è un movimento di protesta legittimo e pacifico. Il femminismo non mira all’emarginazione degli uomini ma aspira semplicemente all’uguaglianza tra i sessi. A questo schema narrativo non può essere ammessa alcuna deviazione o contestazione critica.

Quali saranno le conseguenze?

Il Comunismo, come Karl Marx lo aveva concepito, per raggiungere il suo utopico progetto, ha offerto lo strumento della lotta di classe. Il Marxismo Culturale, invece, tranne l’invito alla tolleranza e il welfare, non offre altri strumenti di conciliazione sociale tra i gruppi multiculturali. Il conflitto tra civiltà diventerà sempre più evidente con violenze efferate ispirate dall’odio. Al generalizzato impoverimento economico seguirà inevitabilmente lo scadere della civiltà tecnologica nella primitiva barbarie.

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