Una storia d’amore diverso



Fare finta di non vedere le coppie scombinate che finiranno certamente male. A questo ci ha abituato la social democrazia. Una comunità identitaria, tuttavia, deve reagire per rieducarsi a difendere da sola la propria integrità fisica e morale.


            Guardare da una altra parte. Fare finta di non vedere le coppie scombinate le cui storie finiranno sicuramente male. A questo siamo stati abituati dalla cultura socialdemocratica della libertà sessuale, dove ognuno può autonomamente autodistruggersi in storie d’amore senza futuro, con amanti che nessuno porterebbe mai a far conoscere a mamma e papa.

            Il concetto di sesso è strumentalizzato dalla cultura. A differenza di tutti gli altri diritti individuali della persona, compressi e limitati per esigenze sociali, per il sesso si esaspera l’individualismo, fatto di esperienze carnali con niente intorno, soggette allo sperimentalismo delle mode più trasgressive: dalla promiscuità, all’omosessualità e a tutte le altre perversioni, proposte insistentemente dalla propaganda pornografica dei media, per farle entrare a forza tra i normali canoni del costume. Propaganda a parte, solo nella riproduzione asessuata (come in alcuni batteri o piante) è una questione esclusivamente individuale. Nel genere umano, a meno dell’autoerotismo, è sempre un fatto superindividuale che coinvolge necessariamente anche altri: le famiglie di origine, gli amanti nell’ambito della coppia, i figli, la comunità di appartenenza.

            Il diritto dello Stato tutela la libertà sessuale e interviene contro la brutalità. Tale tutela, però, non reprime tutti gli abusi, i quali dovrebbero estendersi anche ai perversi modelli sessuali imposti dalla cultura dominante e da nuove forme di coercizione sessuale con finalità demografiche. La cultura socialdemocratica, infatti, manipolando il sesso e imponendo modelli di convivenza forzata, fondati sulla tolleranza, raggiungono scopi demografici, creando nuove popolazioni.


L’ibridazione è un omicidio silenzioso. Anche la società liberal democratica applica i principi dell’eugenetica per creare nuove popolazioni il cui scopo è impedire il risorgere del nazionalismo identitario.


            La libertà sessuale, in queste situazioni, è una pura illusione, frutto di sistematiche ipocrisie. La volontà dello Stato liberal democratico, che si propone formalmente di tutelare il diritto alla libertà sessuale, in realtà manipola e distorce il concetto stesso per fini politici, inducendo, con i rimescolamenti delle persone, a creare nove stirpi con finalità eugenetiche. L’ibridazione, dunque, è un omicidio silenzioso. La socialdemocrazia, pertanto, è un regime assassino, che usa tacitamente metodi genocidari per costruire artificialmente la propria popolazione, combattendo il nazionalismo con il sesso promiscuo.

Quando le acque chiare si mescolano con quelle scure inevitabilmente s'intorbidano.

Quando le acque chiare si mescolano con quelle scure inevitabilmente s’intorbidano.

           In questa situazione come si può difendere la purezza del valore persona conservando integre le caratteristiche della specie. Il figlio concepito, per esempio, ha il diritto inviolabile di non nascere ibridato. La famiglia ha il diritto di accasare appropriatamente i figli. La comunità di appartenenza ha il diritto di non subire il genocidio. Lo Stato democratico marxista culturale, con le sue impronte intellettuali e i suoi retaggi storici non tutela queste vite preziose. Chi, allora, potrà farlo, in sua vece, per sopravvivere alla negazione identitaria.

            La prossima volta che vedremo una coppia di amanti male assortita non dovremo più girarci dall’altra parte fingendo indifferenza dietro una smorfia di disgusto. Al contrario dovremo intervenire immediatamente per separare per sempre quell’obbrobrio, anche in modo traumatico, nel nome del futuro dei figli, della famiglia e della comunità di appartenenza, mossi dall’istinto contribuire alla salvezza di un proprio prossimo congiunto biologico, come se fosse una estensione del proprio stesso essere. █

Trump: la saggia decisione di uscire dal Trattato di Parigi

The concept of global warming


Donald Trump ha preso una saggia decisione uscendo dal Trattato di Parigi. Il riscaldamento globale sarà inevitabile. Allora perché cercare spostarlo in avanti nel tempo con strumenti d’assistenza, costosi e inefficaci? Meglio conservare il potere geopolitico sullo scacchiere internazionale.


            Donald Trump ha preso una decisione di altissimo profilo politico quando ha scelto di abbandonare il Trattato di Parigi e tutte quelle iniziative volte a prevenire il riscaldamento globale. Con il Trattato, prima della decisione USA, i maggiori produttori mondiali d’inquinamento si erano, almeno formalmente, vincolati a ridurre le emissioni responsabili dell’effetto serra, non a eliminarle del tutto. In questo modo il punto critico dell’insostenibilità delle attività industriali sarebbe soltanto posto più in avanti nel tempo, a trenta anni, anziché a cinquanta e forse anche meno. Tale momento sarà comunque inevitabile. Il pianeta presto sarà reso invivibile dai miasmi derivati dalle attività industriali di una popolazione mondiale in continua e inarrestabile crescita e pervasa di desideri di consumo sfrenati.

O The Oprah Magazine - Photos featuring racial role-reversals of American women.

O The Oprah Magazine – Photos featuring racial role-reversals of American women (L’inversione dei ruoli razziali nella America contemporanea).

            Il trattato di Parigi, con i noti provvedimenti fondati sull’ipocrisia, oltre a limitare le economie dei Paesi industrializzati, pone a loro carico un dovere di sostenere la crescita di economie ecologiche nei Paesi più poveri, versando 100 miliardi di dollari ogni anno. L’esperienza ha dimostrato che soltanto una sparuta minoranza delle economie più progredite ha fatto progressi nella direzione indicata dal Trattato di Parigi, gli altri non hanno fatto nulla, se non beneficiare di una pioggia di finanziamenti utilizzati per altri impieghi e spesso per sostenere nuovi insediamenti produttivi con tecnologie inquinanti. Questo spiega l’alto numero di aderenti al Trattato. I dati aggregati mostrano come oggi si inquini come e più di ieri. Il Trattato di Parigi, quindi, è stato completamente snaturato nei suoi contenuti principali e le sue reali finalità sono diventate quelle di essere utilizzato dalle potenze industriali meno ingenue (Cina e India) come strumento di guerra commerciale o per limitare le capacità industriali e tecnologiche dei competitori allo scopo di diventare sempre più influenti nello scacchiere geopolitico internazionale. I Paesi asiatici, dopo tre secoli d’inquinamento Europeo, hanno rivendicato il proprio diritto a inquinare almeno alla pari degli altri e per un tempo corrispondente. Quest’ultima volontà lascia poco sperare circa l’auspicato intento di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.


C’è il fondato sospetto che la Sinistra globalista sia la controparte politica della finanza ebraica, araba o asiatica e ottenga finanziamenti per questa e altre iniziative analoghe, volte da deprimere le economie dei Paesi Bianchi.


            Accettare le politiche contro il riscaldamento globale, secondo Donald Trump, sarebbe soltanto una forma di autolesionismo. I comportamenti industriali virtuosi e sostenibili non funzionano. Essi sono soltanto parte dell’armamentario delle Sinistre politicamente corrette per trasferire nel tempo la soluzione a problemi urgenti, continuando imperterrite a fare come sempre. A ragione, quindi, Donald Trump, ha condotto gli Stati Uniti ad abbandonare il Trattato di Parigi. Non avrebbe alcun senso perdere competitività sui mercati interni e internazionali per favorire la finanza ebraica, asiatica o araba, paventando la minaccia dei cambiamenti climatici, cui i parner del Trattato sono assolutamente indifferenti o traggono profitto.

            Il Trattato di Parigi, come il precedente Protocollo di Kyoto, contraddicono la volontà di disinquinare il Pianeta. I governi di tutto il mondo insistono nell’incentivare la crescita economica e con essa l’inquinamento. La decisione di Donald Trump è più seria. Non segna una rottura con le politiche ecologiche ma le slega da penalizzanti accordi diplomatici internazionali. L’Europa, imitando gli USA, considerata la sua inutilità, farebbe meglio ad abbandonare anch’essa il Trattato di Parigi, frutto delle politiche socialdemocratiche, egualitarie e globaliste, che ammantano di fredde retoriche marxiste culturali le reali cause del riscaldamento globale.

 

L’aggressione al Maschio Bianco – White male attack



Organizzare una passerella di Alta Moda facendo sfilare dei modelli in abiti femminili è un attacco diretto alla virilità dell’Uomo Bianco. Sono espedienti per umiliarlo, sbeffeggiarlo e deriderlo pubblicamente. Queste iniziative non sono casuali ma frutto di un piano preordinato che ha precise radici storico culturali e finalità vendicative ispirate dall’odio.


Tutte le iniziative di propaganda del Marxismo Culturale per rendere impotente o sterile il maschio bianco

Tutte le iniziative di propaganda del Marxismo Culturale per rendere impotente o sterile il maschio bianco

            Il maschio bianco è il bersaglio intermedio di una aggressione senza precedenti nella storia. L’obiettivo finale sarà quello di distruggere i valori della civiltà che ha saputo costruire. Gli strumenti di lotta sono subdoli. Devono essere interpretati per essere compresi. I nomi sono difficili. Quasi per soli addetti ai lavori. Appannaggio esclusivo di chi forma l’opinione pubblica: la Scuola di Francoforte, quella di Birmingham e la Teoria Critica della Società. Si fondano sulla perversione delle libertà democratiche e sulle aperture del multiculturalismo globalizzato. I maschio bianco suscita invidia, odio e risentimento. I suoi competitori si sono attrezzati per svilirlo e ridicolizzarlo, anche con la moda.

            La Moda è un prodotto culturale che fa tendenza. L’ideale per danneggiare l’immagine pubblica del maschio bianco. Al guardaroba maschile, secondo i teorici dell’uguaglianza, si dovrebbero aggiungere alcuni capi tipicamente femminili spacciati come unisex. Gonne, leggings-meggins e orecchini. Perversioni destinate a eliminare la diversità e qualsiasi forma di abilità specifica legata al genere. Non si tratta quindi di espedienti pubblicitari degli stilisti emergenti per trovare spazio sui media e fare risonanza. Esiste un progetto d’ingegneria sociale più ampio e pericoloso sostenuto da affermati gruppi dirigenti ai vertici della comunicazione.

           Il maschio bianco è così trasformato in una femminella. I consiglieri di amministrazione delle multinazionali globalizzate, avvolti in turbanti, kipa o caffettani, avranno così modo, guardando quella concia, di divertirsi durante le noiose sedute tra una scelta d’investimento azzardato e una di sfruttamento delle masse disoccupate.


Confusione sessuale. Scambio dei ruoli di genere. Omosessualità. Questi sono solo gli strumenti multi approccio per attuare lo sterminio dei fenotipi tipici delle popolazioni caucasiche: la carnagione, i capelli e gli occhi chiari.


            Il progetto d’inversione dei ruoli è molto ampio e inizia con la confusione sessuale. L’obiettivo genocida è l’eliminazione dei tipici fenotipi della razza bianca: la carnagione, i capelli e gli occhi chiari. I rinnegati genetisti di Sinistra, per supportare questo progetto, sostengono la falsa teoria secondo la quale l’ibridazione porterebbe addirittura a una fortificazione dei geni. Nella realtà è noto che il meticciamento porta perlopiù alla nascita di ritardati, di disadattati e di complessati.

Abiti tipicamente femminili, per foggia e colore, totalmente inappropriati per i Maschi, proposta dalle sfilate.

Abiti tipicamente femminili, per foggia e colore, totalmente inappropriati per i Maschi, proposta dalle sfilate.

            Gli attacchi alla fertilità del maschio bianco si estendono alla psicologia. La psicoanalisi, per un secolo, ha instillato frustrazioni, complessi e di sensi di colpa con intenti castranti nel maschio bianco, spesso rendendolo impotente o facendolo declinare nei passivi ruoli anali suggeriti dall’omosessualità, associando questi comportamenti devianti al netto rifiuto delle donne della propria etnia, lasciate agli stupri interrazziali, con il sostegno delle istituzioni democratiche e della pornografia.

            Le Case di alta moda, a prevalente capitale straniero, esprimono il potere economico acquisito, organizzando passerelle, dove i maschi bianchi sfilano in abiti femminili. Una comunicazione efficace per dire ai Bianchi chi sono i nuovi padroni e fare capire chi comanda. I marchi hanno poca importanza. La delocalizzazione ha già distrutto da molto tempo il mito dell’artigianalità delle produzioni.

            Il Maschio bianco deve prendere coscienza di essere sotto attacco. Molte grottesche iniziative d’immagine, apparentemente isolate ed estemporanee, sono frutto d’incivili orchestrazioni multidisciplinari, spesso al soldo di gruppi stranieri, preordinate alla denigrazione dei Bianchi. Nessun uomo di colore è mai stato fatto sfilare in passerella in minigonna. Un abito inappropriato al genere ha uno scopo politico. Umiliare l’uomo Bianco per impedire il risorgere di un orgoglioso sentimento nazionalista identitario e annientarne la cultura e con essa la civiltà che ha creato, stili di abbigliamento compresi. █

White Man VS Cultural Marxism. Per il Marxismo Culturale il Maschio Bianco è il pericolo da abbattere. Questi sono alcuni degli accorgimenti usati per distruggerlo psicologicamente.

White Man VS Cultural Marxism. Per il Marxismo Culturale il Maschio Bianco è il pericolo da abbattere. Questi sono alcuni degli accorgimenti usati per distruggerlo psicologicamente.