L’epicene e la moltiplicazione delle identità sessuali



Come gli intellettuali critici sono riusciti a istigare l’odio tra i maschi e le femmine. La promozione di nuove normalità sessuali (con trattamenti psicologici, chirurgici e farmaceutici) per trasformare i maschi bianchi eterosessuali in epicene.


            I fenomeni di genere devono essere spiegati politicamente anche da Destra. I conservatori si sono sempre messi a carponi d’innanzi ai progressisti accettando, come se fossero inevitabili, i fenomeni di transessualismo, i quali sono stati spiegati sempre e solo per bocca degli intellettuali critici (postcomunisti trans marxisti culturali). L’argomento merita di essere approfondito con giustificazioni più convincenti dell’amore senza pregiudizi nella società globalizzata.

            Chiunque, guardando le morfologie artefatte dei corpi oggetto di transizioni di genere, sarà rimasto stupefatto da quelle mostruosità innaturali e disturbanti. L’omosessualità femminile, normalmente discreta e riservata, non suscita particolare ripulsa e passa quasi inosservata. L’omosessualità urtante è quella maschile e sarà su questa che si concentrerà prevalentemente l’analisi politica.

            Abbiamo notizia della presenza di androgini ed eunuchi in ogni epoca storica. La cosa pertanto non stupisce particolarmente. Gli androgini sono conseguenza di alterazioni del corredo cromosomico e prendono il nome di sindromi. Tra le più importanti la sindrome di Morris (incidenza di 1 su 13.000 persone) e la sindrome di Jacobs (incidenza di 1 su 10.000 persone) che danno vita a individui sterili e hanno un impatto statisticamente irrilevante. Come si spiega, allora, l’epidemia di omosessualità nella società contemporanea fino a diventare un fenomeno di massa.


L’irrilevanza statistica delle alterazioni genetiche dei cromosomi sessuali rende inspiegabile omosessualità di massa. Deve esistere un’altra spiegazione. L’epidemia di omosessualità, pertanto, si può spiegare solo con l’esigenza di fomentare i conflitti tra l’uomo e la donna.


            Gli intellettuali critici, contro il maschio bianco, biondo e con gli occhi celesti, esaurita la spinta propulsiva del nazionalismo e l’onda lunga della lotta di classe tra borghesi e proletari, avevano bisogno di qualcosa di nuovo per mettere tutti contro tutti e generare nuove forme di odio tra le persone. Costoro, frugando nell’universo dei diritti delle socialdemocrazie, hanno elaborato varie teorie tra le quali la “Gender theory”, la “Gender and queer studies” e i rapporti tra “Femminismo e Marxismo”. Alimentare la confusione sessuale fu lo stratagemma ideale per sterilizzare la razza bianca e farle perdere il vantaggio competitivo raggiunto a livello economico, scientifico e tecnologico.

            La psicologia, la chirurgia e la farmacologia si sono poste in prima linea per creare una pluralità di vulnerabili subspecie umanoidi, indeterminate nell’identità sessuale, aberranti negli stili di vita e di procreazione. Gli intellettuali critici, tra sociologia, filosofia e diritto, hanno elaborato ogni forma di giustificazione alla devianza, spacciandola come espressione dell’esercizio di un più alto livello di libertà democratica.

            L’artificiale transizione da maschi a femmine (e viceversa), sconvolgendo la mente e il corpo, provoca una umanità caricaturale, dalle fattezze grottesche, spesso tutt’altro che fisicamente attraenti. Le chirurgie plastiche modificano, ingannevolmente, i corpi con risultati sconcertanti, se non addirittura mostruosi. Mutilazioni all’apparato riproduttivo. Aggiunta di impianti in silicone per simulare organi sessuali inesistenti. Femminilizzazione del volto. Assunzione di estrogeni per i maschi e di androgeni per le femmine. Somministrazioni di farmaci antitumorali all’infanzia per provocare disforia di genere (Triptorelina). Coprofilia, pornografia e rivendicazione del disgustoso diritto all’espressione della propria transessualità in pubblico.

            L’omosessualità e l’identità di genere assumono sempre più i connotati di costrutti intellettuali supportati da tecnologie chirurgiche e farmacologiche senza le quali non potrebbero né esistere né sopravvivere. I travestiti, infatti, in una società primitiva, ove il sesso fosse coperto soltanto da foglie di fico, come potrebbero dimostrare la propria identità transessuale senza indossare i tipici capi dell’abbigliamento femminile o mascherandosi il volto con cosmetici e parrucche? Le donne, al contrario, possono indossare abiti maschili senza suscitare conflitti di genere. La dimostrazione esterna del lesbismo, per mezzo dell’abbigliamento, è del tutto ininfluente come elemento caratterizzante. La donna, tranne quando assuma androgeni, rimane sempre sé stessa, spesso disprezzando gli omosessuali maschi per i loro modi scandalosi e sconcertanti di proporsi alla società.

            L’inquinamento, derivante dalle applicazioni tecnologiche delle scoperte scientifiche, diffondono estrogeni nell’ambiente, che colpiscono soprattutto la sfera sessuale maschile. L’industria alimentare, con le carni agli estrogeni, sottopone il maschio a un trattamento ormonale inconsapevole. La soia, importata nel Mondo bianco dall’Oriente, contiene estrogeni e fitoestrogeni. Negli Asiatici, dove la soia è un piatto della cucina tradizionale, non è sempre facile determinare il sesso dell’individuo, che spesso risulta equivoco e indeterminato (Miss International QueenMiss Tiffany Universe).

            La moltiplicazione dei generi, dai due (propri della naturale riproduzione sessuata), agli innumerevoli di creazione giuridica inventati dalle bizzarre fantasie degli intellettuali critici, ha creato un potente indotto economico, non solo finalizzato alle transizioni di genere, ma anche diretto alla spartizione di beni, ai diritti ereditari e ai vantaggi pensionistici. Tali intellettuali critici, dalle Torri d’avorio, fanno scuola, esercitando funzioni pedagogiche e didattiche. Propongono Ibridazioni, diversità e inclusioni di quando più repellente e abortivo ci sia nella società pluralista. Suggerendo ai media costumi di comportamento, introiettati poi per imitazione dalla massa, tra slealtà uomo e donna, tradimenti ed esagerata enfasi sessuale in ogni aspetto della vita quotidiana.

            In natura le rare patologie genetiche, che provocano alterazioni del corredo cromosomico, in modo tale da essere causa di fenomeni d’indeterminazione sessuale, sono statisticamente insignificanti. Chi ne sia colpito non ha alcun bisogno di transizione di genere. L’ondata di omosessualità è il prodotto di suggestioni divulgate dai media per creare aspri conflitti sociali politicamente finalizzati contro un gruppo maschile bene individuato. L’omosessualità è l’espediente progressista per sterilizzare i maschi di razza bianca e con essa gli uomini biondi, dalla pelle chiara e con gli occhi azzurri, diventati vittime delle scoperte scientifiche scaturite dalla loro superiore intelligenza. Se i progressi della modernità hanno il compito di avallare ogni delirio umano tra chi si creda donna mentre è uomo (e viceversa), chi si creda Napoleone Buonaparte o chi si creda la reincarnazione del profeta, conviene spaccare tutto e tornare a farsi curare con le erbe dagli stregoni.

Epicene

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Il garantismo giudiziario per contenere il debito pubblico



Alle vittime di reato spesso è ascritta la colpa di non avere accettato di subire la violenza. L’istinto di preservazione della propria incolumità e di personale autodifesa conviene alla Giustizia. Alla vittima reattiva, in questo modo possono essere imputate le spese dei processi. L’ipergarantismo a favore dei criminali diventa così un ottimo strumento per impedire la crescita del debito pubblico dello Stato.


            Il livello di indebitamento dello Stato ha delle importanti ripercussioni sulla qualità della Giustizia. Le sentenze della magistratura, pronunciate da uno Stato ricco anziché da uno povero, hanno un diverso contenuto sanzionatorio. Le condanne, in Italia, sembrano conformarsi più all’esigenza ministeriale di non aumentare la consistenza del debito pubblico piuttosto che perseguire un condiviso sentimento di giustizia. L’ipergarantismo, che riconosce tutte le parti processuali colpevoli in misura più o meno grave, conviene allo Stato e frena il suo indebitamento nella fase di liquidazione delle spese dei giudizi. Questo spiega le paradossali perplessità che suscita la giurisprudenza italiana, dove, a sostenere i costi economici dell’attività giudiziaria, sono spesso le vittime innocenti.

            I criminali possono permettersi di tutto poiché non hanno nulla da perdere. La repressione del crimine è una costosa attività in perdita che grava a carico delle entrate dello Stato incrementando il debito. La soluzione escogitata dall’apparato, quindi, è stata quella di interpretare la legge in senso ipergarantista. Alle vittime dei reati, notoriamente economicamente più solvibili dei criminali, sono attribuite più responsabilità di quelle normalmente ascrivibili, per fare gravare su di loro (anche anticipando tutte le spese), i costi del processo e affrontare il giudizio senza oneri aggiuntivi per lo Stato.


Il ricorso alla giustizia dello Stato sempre più spesso raddoppia la violenza per le vittime innocenti. L’ipergarantismo come strumento per imputare le spese alle parti processuali più solvibili, cioè le vittime.


            I casi più emblematici sono quelli vanno dagli “eccessi colposi” alle “legittime difese”. Le azioni criminali sono fonte di vantaggi insperati per i malviventi e incentivano la delinquenza di massa. Questi ultimi, qualora subiscano lesioni, troveranno nei pubblici ministeri o nei giudici degli alleati benevoli, mossi da quella pietà liberale che giustifica il crimine come mezzo si sussistenza indotto dalla disperazione, pronti a tutelarli attraverso il riconoscimento dei diritti al risarcimento dei danni che pagheranno le vittime. I criminali, pertanto, guadagneranno sempre. Se andrà bene otterranno il bottino. Se andrà male, restandone offesi, otterranno il risarcimento dalle vittime.

            La graduazione diritti (nessuno è mai esclusivamente innocente o colpevole) è funzionale al saldo in attivo del bilancio dell’amministrazione della giustizia. Gli ingenti costi dei processi, attraverso interpretazioni capziose e burocratiche della legge, sono così caricati sulle vittime di reato. I beni e le sostanze di queste ultime, spesso frutto di una vita di duro lavoro, se non saranno fatte oggetto di provento di reato, subiranno l’aggressione dell’apparato giudiziario e serviranno per remunerare giudici, pubblici ministeri, avvocati, periti o consulenti e tutto l’indotto di persone che ruota intorno all’amministrazione della giustizia.

            I magistrati di uno Stato indebitato, prima di emettere sentenza, sapendo a priori che lo Stato non potrà socializzare le spese facendole grave sulla finanza pubblica, devono necessariamente trovare qualcun altro nell’ambito del processo che sopporti quei costi, in conformità all’esigenza di fare quadrare i conti del procedimento che si svolge presso propria Corte. Costoro, graduando opportunamente le responsabilità attraverso l’interpretazione della legge, riescono a fare gravare i costi sulle vittime economicamente solvibili, con il risultato di raddoppiare la violenza subita: la prima inferta dai criminali, la seconda comminata dagli apparati dello Stato finanziariamente indebitato.

L’iperinduzione ipnotica

Hypnotic Hyperinduction Nina Theroux (Laura Mennell)


La suggestione ipnotica deve essere una comunicazione prescrittiva. Quando gli altri non diventano immediatamente dei seguaci, eseguendo le prescrizioni impartite, è semplicemente perché abbiamo trascurato di farlo nel modo appropriato. Analizziamo la nostra comunicazione e impariamo a formulare ordini imperiosi con migliore precisione.


            L’induzione in trance è la conseguenza del pensiero dominante dell’ipnotizzatore. La suggestione con la parola o con l’oscillazione dei pendoli appesi alle catenine avverrà soltanto dopo per costituirne l’aspetto tangibile e la rappresentazione visibile. Prima della percezione esteriore, provocata dalle tecniche di induzione, esiste l’ideazione nella mente dell’ipnotizzatore, cioè la volontà di trarre qualcuno in ipnosi per fargli compiere una attività.

Nina Theroux

In questa stupenda inquadratura di Nina Theroux (Laura Mennell) lo sguardo intenso di una iperinduzione ipnotica.

            L’ipnotizzatore deve compiere un importante lavoro mentale di preparazione dell’induzione in trance e avere bene in mente quale sia l’obiettivo che potrebbe raggiungere con le persone a sua disposizione. La creazione dell’atmosfera ipnotica avviene già nella mente dell’ipnotizzatore prima che gli echi delle suggestioni si disperdano nell’etere e in questa testa dobbiamo entrare per carpirne i segreti.

            Un ipnotizzatore, quando vuole indurre qualcuno in trance, cosa e come pensa nelle circonvoluzioni del suo cervello? L’induzione, come comprenderemo, è frutto dell’energia mentale dell’ipnotizzatore, analogo, per molti aspetti, allo sforzo dell’apprendimento a memoria o lo sviluppo di un processo cognitivo, ideativo o creativo. A questo si aggiunge lo sforzo proiettivo di dipingere lo scenario immaginario entro il quale agiranno i soggetti ipnotizzati. Questo processo induttivo, le prime volte, richiede uno sforzo mentale enorme. Dopo, con l’addestramento e la creazione di abitudini (routine), diventerà progressivamente più semplice.


La televisione, con delle azzeccate inquadrature, riesce istantaneamente a spiegare dei concetti che richiederebbero molte parole. Nina Theroux (Laura Mennell), nella serie televisiva “Alphas”, offre una rappresentazione straordinariamente vivida di come si pratica l’iperinduzione ipnotica.


            La suggestione (o qualsiasi previo atto induttivo), come avviene in una proiezione a tunnel, prima ancora di essere pronunciata a voce dall’ipnotizzatore, deve essere già rimbombata innumerevoli volte nella mente del soggetto bersaglio, scombinandogli il modo di pensare, parlare e agire.

 

           Oggi, per una ipnosi efficace, occorre rivalutare la suggestione verbale diretta a ordini imperiosi. Storicamente, con l’invenzione dell’inconscio, da parte della psicoanalisi, si è affermato il predominio accademico dell’approccio al profondo con l’assimilazione dell’inconscio alla trance. Il dialogo intrapsichico tra ipnotizzatore e ipnotizzato, dopo questo momento, doveva avvenire in modo indiretto, parlando all’inconscio, anziché alla persona, considerata psicologicamente come un essere dissociato, privo della capacità di percepire sé stesso in modo unitario.

Alphas' Star, Nina Theroux (Laura Mennell)

Alphas’ Star, Nina Theroux (Laura Mennell)

            La maggior parte degli ipnotizzatori, grazie alla loro esperienza, non sono caduti in questo inganno intellettuale e hanno continuato a formulare ordini imperiosi diretti, gli unici che funzionino veramente. Il soggetto in trance, come tutti sappiamo, non pensa autonomamente e, senza gli ordini dell’ipnotizzatore, rimane completamente inerte nella mente e nel corpo. Egli reagisce unicamente agli ordini dell’ipnotizzatore. Tali ordini devono essere formulati in modo semplice, chiaro e saranno eseguiti alla lettera, senza che quest’ultimo aggiunga d’impulso azioni personali estranee al contenuto delle suggestioni.

            Quando parliamo con gli altri non siamo abituati a formulare ordini imperiosi. Ordini imperiosi non significa rendersi odiosi prevaricando gli altri con comandi mono direttivi. Per rendersene conto basterà registrare il contenuto delle conversazioni interpersonali e riascoltarle successivamente per coglierne le differenze. Gli altri, come emergerà chiaramente, non avranno subito il fascino ipnotico poiché la comunicazione non aveva contenuto prescrittivo, insomma non si è ordinato di fare alcunché e pertanto sono rimasti senza istruzioni, facendo prevalere la propria volontà.

            Il Magnetismo, l’ipnosi e la Suggestione, inoltre, devono essere considerate al pari di una lingua straniera. Per comunicare con uno straniero occorre conoscere la sua lingua. L’ipnotizzatore, dunque, allo stesso modo, per comunicare con un soggetto ipnotizzato, dovrà essere a sua volta in trance, cioè essere capace di dialogare nella lingua dello stato di coscienza in cui versa l’ipnotizzato.

            Le serie televisive, con immagini esplicative, spesso aiutano a spiegare dei fenomeni psicologicamente molto complessi. Il personaggio di Nina (impersonato dall’attrice Laura Mennell), nella serie televisiva “Alphas”, offre un esempio vivido di che cosa sia e come funzioni l’iperinduzione ipnotica. Nina Theroux, con l’uso dei suoi straordinari poteri mentali, riesce a ottenere tutto quello che vuole da chicchessia e questo è quello che vogliamo ottenere anche tutti noi.