Lo stile coloniale

Stile coloniale


Il colonialismo imperialista invertito dall’immigrazione di occupazione. Il suicidio dell’Europa dei diritti universali e come fermarlo.


            Il colonialismo demografico dei poveri continua imperterrito la sua avanzata. La dominazione coloniale ha, infatti, invertito i flussi originando un nuovo corso di conquista. Sulla questione della fine del colonialismo, del secondo dopoguerra, occorre innescare un acceso dibattito revisionista. Le politiche avverse al colonialismo hanno creato soltanto le condizioni della monodirezionalità: cioè dai Paesi ex coloniali ai Paesi bianchi. I compassionevoli pretesti legati alle questioni migratorie (fuga dalla guerra, dalla fame e dalla violenza) sono gli strumenti predatori dei poveri. Guerra, fame e violenza denotano l’errore di avere interrotto anzitempo un percorso di civilizzazione. Dalla fine del colonialismo non è mai sorta nessuna nuova democrazia nei Paesi ex coloniali ma soltanto regimi corrotti e tirannici. La fine del colonialismo europeo è stato un grave errore che dovrà essere presto rimediato per il bene di tutti. Quegli instabili Paesi primitivi, oggi, abbandonati ai loro destini, sono dilaniati dalle divisioni interne e divenuti pericolosi sullo scacchiere internazionale.

            Una delle precondizioni per il funzionamento del colonialismo è la sostituzione della popolazione. Gli ordinamenti di origine coloniale meglio riusciti sono: la Russia, gli USA, il Canada l’Australia e la nuova Zelanda. Questi Stati, divenuti istituzionalmente delle democrazie, permettendo l’alternanza al potere con le Sinistre, subiscono l’imposizione del multiculturalismo, che mina la coesione sociale e li destina a soccombere alle orde primitive di fossili viventi. Il deterioramento della civiltà in Sudafrica, dopo la politica della riconciliazione tra Bianchi e Neri, anticipando lo scenario di come diventeremo se non interverremo con sollecitudine, dovrebbe destare allarme e raccapriccio.

            In Europa la sostituzione della popolazione bianca procede speditamente incentivata da leggi sbagliate e da politicanti traditori. I sistemi di welfare acuiscono il fenomeno e lo accelerano. I diritti sono costosi. L’Europa sta rapidamente esaurendo le proprie energie nell’improbo compito di lottare per le socialdemocratiche utopie egualitarie e contro la normalità della povertà. Il futuro, anziché fondarsi su prospettive di benessere o di alta qualità della vita, promette immiserimento delle popolazioni bianche residenti, con distruzioni delle infrastrutture e progressione di reati di criminalità primitiva. Quantitativi crescenti di risorse pregiate sono utilizzate per alimentare parassitismi sociali globalizzati che determineranno l’inevitabile marginalizzazione prima e tracollo poi della civiltà dei Bianchi.


L’Europa dovrà presentare al mondo per il pagamento il conto del welfare globalizzato.


Burj Khalifa - Dubai

Burj Khalifa – Dubai

            Ora occorre presentare il conto dei costi dell’insostenibile finanza del welfare mondiale, i quali dovranno essere onorati con quelle materie prime e fonti energetiche che la fine del colonialismo ha fatto venire meno, per affidarle incautamente alla gestione dissennata di trogloditi, che sono stati capaci soltanto di fare precipitare il mondo nel caos di guerre insolubili e senza fine.

            L’instaurazione di governi fantoccio e l’invenzione delle missioni di pace non hanno mai funzionato. Le regioni permangono instabili. Soggette a guerre, fame e carestie. Gli aiuti alimentari hanno fatto esplodere la demografia, con la nascita di miliardi d’inutili consumatori, che non servono a niente e a nessuno, erodono risorse e inquinano. Le missioni di medici e di personale sanitario dovranno essere fermate con ogni mezzo, scusa o pretesto.

            La riedizione del colonialismo permetterà il rimpatrio coatto di quelle masse allogene di mantenuti nullafacenti, dediti perlopiù al crimine, che l’ipocrisia delle Sinistre, in modo eufemico e beffardo, chiama “risorse” e portatori di cultura.

            Il servizio militare dovrà essere riformato. Le masse di disoccupati, inoccupati o sotto occupati creati dalla delocalizzazione industriale, con la ferma volontaria, potranno trovare una nuova occasione di riscatto sociale arruolandosi per fornire i contingenti per le spedizioni di riconquista degli sbandati territori d’oltremare.

Oriental Pearl Tower - Cina

Oriental Pearl Tower – Cina

            Il landgrabbing (accaparramento delle terre) dei Cinesi in Africa ha permesso e permette agli Asiatici quello che è vietato ai Bianchi europei. Gli stessi criteri di conquista territoriale ispirano la politica dei Giapponesi in Perù. Una nuova epoca coloniale è iniziata da quasi trenta anni. Il politicamente corretto chiama le carovane di barconi dei nuovi coloni come: “migranti economici”. L’aggressivo capitalismo finanziario dei petrolieri arabi è definito come: “capacita di attrarre investimenti esteri”.

            Il depotenziamento dell’ONU sarà indispensabile per il buon fine dell’operazione. Quest’ultima organizzazione internazionale, benché finanziata prevalentemente dai Paesi avanzati, è diretta dalle pittoresche politiche di personaggi di colore, su suggerimento di rinnegati bianchi e di asiatici interessati. La diminuzione dei finanziamenti all’ONU, per onorare i debiti pubblici nazionali, potrà essere una ottima ragione per giustificare il disimpegno.

            L’Europa Bianca, a breve, dovrà escogitare dei piani di riconquista militare delle ex colonie per riportare l’ordine e la sicurezza internazionale. La nuova classe dirigente dovrà lavorare molto sulle parole e sui concetti, interpretando, riformulando e aggiornando, secondo i dettami propri del politicamente corretto, l’antiquata espressione di “Spedizione coloniale”.

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Harvey Weinstein e le vittime dell’odio

Harvey Weinstein


Il democratico Harvey Weinstein non è semplicemente un satiro. L’odio per le donne caucasiche, che umilia con le sue profferte sessuali, realizza esattamente gli obiettivi politici della comunicazione multimediale ebraica stabiliti con la Teoria Critica dalla Scuola di Francoforte.


            Lo scandalo Harvey Weinstein merita un approfondimento politico. Sarebbe sbagliato limitarsi a considerare Weinstein un ripugnante erotomane che soddisfa le proprie brame sessuali ricattando le attrici in cambio di ruoli nelle sue produzioni cinematografiche, costringendo, le più recalcitranti, a scene di sesso non necessarie dal copione per umiliarle. Weinstein è un degno rappresentante del predominio ebraico nella comunicazione, in particolare, nel suo caso, quella cinematografica, attraverso la quale divulga e promuove modelli di comportamento sociale, sessuale e di costume.

            Considerare il caso Weinstein isolato e individuale sarebbe un grave errore di valutazione. L’agire di Weinstein è conforme ai postulati della Teoria critica e delle decostruzioni sessuali propugnate dalla Scuola di Francoforte. La decostruzione, in questa ipotesi, colpisce la donna bianca, mercifica il suo sesso e lo volgarizza, trasformandolo esplicitamente in pornografia. Il cinema è un importante strumento per invogliare comportamenti imitativi. La massa degli spettatori, attraverso le proiezioni cinematografiche, acquisisce l’idea dei modelli esplicativi della libertà sessuale. Con le pellicole sono trasmessi dei messaggi che non sono casuali ma fanno parte di un progetto ispirato dall’odio. In questi pacchetti di informazioni è possibile notare solo la presenza di femmine bianche corrotte e traditrici, caratterizzate da voluttà perverse e atteggiamenti lascivi, disposte a congiungersi carnalmente con chiunque per interesse o momentanea evasione, a seconda di quanto prescrive il canovaccio della rappresentazione, spesso emendato da Weinstein in persona, per accentuare l’enfasi lubrica delle narrazioni.


La cinematografia ci impone di assistere imbarazzati ad amplessi di cui faremmo volentieri a meno. Questa insistente imposizione di pubblica pornografia merita una spiegazione politica poiché non scaturisce dal caso.


            La donna bianca cinematografica è privata del diritto di distinguere il compagno sessuale. Il grande schermo sviluppa l’idea dell’indifferenza per gli amanti nella società multiculturale. Uno qualsiasi va bene senza discriminazione alcuna. Meglio se dai rapporti nascono figli meticci o fratellastri di primo e secondo letto. In questo modo sarà automaticamente debellato il pericolo del risorgere del nazionalismo.

            Harvey Weinstein, vivendo in questa subcultura, divertendosi, si comporta esattamente come il suo dogma ideologico gli impone. La sua perplessità, quando il muro di omertà è crollato, sarà stata quella di non riuscire a capacitarsi come mai, nonostante tutti questi anni di massiccia promozione di multiculturalismo sguaiato, non sia ancora riuscito a piegare la donna caucasica alla dottrina perversa del suo gruppo di appartenenza. Nonostante queste ondate di violente imposizioni culturali vi sono ancora sacche di resistenza femminile e moti di vivace ribellione ai modelli sessuali del marxismo culturale contemporaneo.

            La cultura dominante, della società in cui viviamo, è espressa da personaggi come Weinstein, il quale è un uomo del suo tempo, che mette in atto le dottrine politiche entrate a pieno titolo nel riformismo socialdemocratico che sul sesso gioca la sua partita più importante e decisiva.

I profeti del millennio

Profeti abramitici

Annunci profetici o gravi malattie mentali. Dal Medio Oriente, ogni mille anni, dei profeti abramitici giungono in Europa per portare la parola di Dio e il terrore omicida ricomincia.

                  Sarà il Sole cocente del deserto, la luce abbagliante riflessa dalle sabbie delle dune o la calura insopportabile del clima torrido a provocare la frequente visione di Dio nelle popolazioni mediorientali. Il Padreterno, con frequenze allarmanti, ha compiuto le sue apparizioni in questi luoghi accaldati per rivelare la sua parola e consegnare le tavole con le leggi per l’Umanità ai suoi profeti, con il compito di divulgarle o imporle anche con la violenza agli infedeli. Ogni millennio un mistico epilettoide compare con un testo sacro in mano, ricevuto direttamente da Dio in persona, il quale gli ha anche affidato l’incarico di convertire l’umanità alle sue leggi, in cambio dell’eterna salvezza del Paradiso dopo la morte. Ogni mille anni circa un profeta del monoteismo mediorientale, Ebreo, Cristiano o Islamico, si crede investito dell’incarico messianico d’imporre a tutti il suo credo autoritario, con ogni mezzo, decostruendo i valori delle civiltà altrui, per sostituirli con i propri.

Ebrei, Cristiani e Islamici. Ogni mille anni circa un nuovo profeta abramitico crede di parlare con il Signore nel deserto infuocato e l’Europa rincomincia a piangere i suoi morti straziati.

                  Nell’Europa pagana, con ricorrenza millenaria, contro la libertà di professione spirituale, da sempre esistita e garantita nel continente bianco, ricomincia il piagnisteo monoteista delle false persecuzioni e l’invenzione di luoghi di segregazione per Semiti, destinati a capovolgere e a trasformare dei colpevoli assassini in vittime dell’intolleranza, con la propalazione di false verità storiche di stermini e di catacombe. In Europa il metabolismo del giudaismo ha richiesto tremila anni, del cristianesimo duemila anni e adesso altri due o tremila anni per recuperare la libertà spirituale dalla ferocia dell’Islam. Nei prossimi mille anni un altro colpo di Sole non mancherà certamente di colpire qualche altro semita epilettoide che, nel delirio allucinatorio di una crisi acuta, a sua volta, crederà di avere ricevuto un incarico dal Padreterno di fondare una nuova religione monoteista, sul cocuzzolo luminescente e tonante di qualche impervia montagna e i lutti per l’Europa avranno nuovamente inizio, con i consueti fanatismi, per qualche altro millennio e così via fino alla fine dei giorni.