Un tipo brillante.



Strofe a frammentazione per fare il botto per simpatia.


Queste sono le strofe a frammentazione di una prosa detonante. Cariche di sillabe rimate che esplodono tutte insieme per simpatia. Scarabocchi in un quaderno colpito dal fuoco incrociato che arde e si accartoccia avvolto nei pennacchi di fumose argomentazioni. Costrutti di parole speciose da condannare con la penna capitale. Insulti verbali provocatori, privi di contenuti comprensibili, destrutturati, transumani. Affermazioni avventate, scaturite da un ipertrofico egocentrismo militante, perdente contro le azioni interforze della critica distruttiva. Umilianti troncature dello scrittore maledetto, afflitto dal male di vivere nell’oscurità della notte tra le oziosità, gli stupefacenti e le prostitute, che ora spicca voli pindarici sulle mine antiuomo disseminate tra gli avamposti del disordine costituito o svicola sotto la pioggia delle bombe dei carri armati senza i fiori nei cannoni. Un rifugiato nella letteratura di evasione con la domanda di accoglienza in asilo contro l’ignoranza di ritorno. Uno scapestrato refrattario alla vaccinazione obbligatoria contro le armi di autodistruzione di massa. Ebbro di struggente commozione per l’aroma pungente dei lacrimogeni che fanno percolare dalle gote cocenti gocce di pianto fino alla madre terra. Suolo patrio, punteggiato di crateri arati di fresco dalle armate, per accogliere il seme dell’odio e sotterrare in fosse comuni i cadaveri dei decorati al merito. Il traditore, colpevole per avere sabotato i suoi romanzi raccontando delle storie vere, compatito dalla clemenza della corte e trascurato dalla protezione umanitaria, attende eroicamente sul patibolo che la miccia si consumi, dando fuoco alle polveri dell’esplosivo, alla ricerca di cavare una nuova vena di ispirazione, per un tipo anonimo divenuto straordinariamente brillante.

Gilberto Bignamini.

gilberto.bignamini@yahoo.com

Gli scalpelli per finire le opere

Patchwork di Arte schizzata


La goduria solipsistica

dell’esposizione delle proprie vergogne in pubblico.


Muse straziate dal dolore per le nature morte abortite da sterili grembi. Tele immacolate imbrattate con urtanti misture di colori lividi e contusi. Tratti tumefatti da mani rabbiose. Cromatismi inconciliabili stesi con violente pennellate. Miscugli di disarmonie atonali. Opache croste corvine recluse in cornici dorate. Cupe pitture dalle tinte fosche. Sovversioni delle arti con stramberie d’autore. Mercimonio di scarabocchi senza valore per ingannare i babbei e far prosperare i malviventi. Cinerei sudari tornati lindi nei ricicli delle lavanderie delle umane immoralità. Arti precipitate nell’orrido. Voragini spaventose affollate dai mostri deformi dei peggiori incubi notturni. Caverne spettrali ove rimbombano echi di risate dall’oltretomba. Crasse, licenziose e scollacciate. Lo scempio sacrificale di materiali pregiati per poetiche estemporanee. La goduria solipsistica dell’orgogliosa esposizione delle proprie vergogne in pubblico. Applausi scroscianti e fischi sonori da platee divise da aggressivi imbarazzi. L’inconsapevole venerazione di obbrobri creati ad arte. Sepolcri di misteriose civiltà scomparse per gli archeologi. Talentati etnoreligiosi confezionati dai curatori in pompose gallerie. Beni rifugio di inestimabile valore per speculatori. Strumenti di riciclaggio di denaro di illecita provenienza per torvi criminali. A tutto questo non resta che la pubblicità martellante sugli scalpelli per finire le opere.

Gilberto Bignamini

gilberto.bignamini@yahoo.com

Il denaro dipinto.

Eros o non Ero’s

Gender Symbols


Maschi, femmine e androidi. Tutti in transizione.


Una complicatissima espressione. I trans umanisti. Le antropiche collezioni di irresistibili dipendenze tecnologiche. Un arcobaleno di pillole. Una per genere. Integratori alimentari per identità sessuali violate. Nutrimenti per impasticcati cronici. Approdi per ogni sponda. Ingoi e deglutizioni. Le penetrazioni analogiche di soluzioni iniettabili. Davanti e didietro. L’imitazione adattiva con corpi equivoci. Il camuffamento per l’alternanza e lo scambio dei ruoli. Orifizi digitali per piaceri diversi. I fremiti carpiti dall’intrusione. Gli orgasmi assistiti per sperimentare il godimento dell’altro sesso.

Al Feem - Pherone

Un arcobaleno di pillole. Pillola rossa, blu e rosa.

L’essere oltre il punto di non ritorno. Le spire avvolgenti della tecnologia. Avvelenano. Stritolano. Impossibilitano le scelte selettive. Le brade libertà dei primitivi. I giocattoli per ogni età evolutiva. Tutto o niente. Guinzagli ornamentali al collo delle belle e delle bestie. Le protesi contro le ansie da prestazione. Dalle stampelle, agli occhiali ai principi attivi intelligenti. Entità cibernetiche mutanti. Maschi, femmine e androidi. Tutti in transizione. L’incapacità di stare al proprio posto e di accettare sé stessi. Sottoprodotti della mobilità sociale, delle ricerche scientifiche e delle innovazioni di frontiera.

L’epifania del carnevale. La normalità delle intemperanze psicotiche. Corpi metafisici. Viventi sculture chirurgiche e farmacologiche. Io sono, ma credo di essere e quindi diverrò. I modelli educativi delle culture aperte. Il recupero dei disadattati nella società inclusiva.

Dall’androgino all’immortale. A ciascuno il suo. Gli innesti di neuroni per potenziare le capacità cognitive dei capi e dei ricchi. Le menti refrigerate. I cervelli sottovetro. Nuove ghiandole. Fresche di giornata, con controllo remoto e senza possibilità di rigetto.

Gilberto Bignamini

gilberto.bignamini@yahoo.com