Il garantismo giudiziario per contenere il debito pubblico



Alle vittime di reato spesso è ascritta la colpa di non avere accettato di subire la violenza. L’istinto di preservazione della propria incolumità e di personale autodifesa conviene alla Giustizia. Alla vittima reattiva, in questo modo possono essere imputate le spese dei processi. L’ipergarantismo a favore dei criminali diventa così un ottimo strumento per impedire la crescita del debito pubblico dello Stato.


            Il livello di indebitamento dello Stato ha delle importanti ripercussioni sulla qualità della Giustizia. Le sentenze della magistratura, pronunciate da uno Stato ricco anziché da uno povero, hanno un diverso contenuto sanzionatorio. Le condanne, in Italia, sembrano conformarsi più all’esigenza ministeriale di non aumentare la consistenza del debito pubblico piuttosto che perseguire un condiviso sentimento di giustizia. L’ipergarantismo, che riconosce tutte le parti processuali colpevoli in misura più o meno grave, conviene allo Stato e frena il suo indebitamento nella fase di liquidazione delle spese dei giudizi. Questo spiega le paradossali perplessità che suscita la giurisprudenza italiana, dove, a sostenere i costi economici dell’attività giudiziaria, sono spesso le vittime innocenti.

            I criminali possono permettersi di tutto poiché non hanno nulla da perdere. La repressione del crimine è una costosa attività in perdita che grava a carico delle entrate dello Stato incrementando il debito. La soluzione escogitata dall’apparato, quindi, è stata quella di interpretare la legge in senso ipergarantista. Alle vittime dei reati, notoriamente economicamente più solvibili dei criminali, sono attribuite più responsabilità di quelle normalmente ascrivibili, per fare gravare su di loro (anche anticipando tutte le spese), i costi del processo e affrontare il giudizio senza oneri aggiuntivi per lo Stato.


Il ricorso alla giustizia dello Stato sempre più spesso raddoppia la violenza per le vittime innocenti. L’ipergarantismo come strumento per imputare le spese alle parti processuali più solvibili, cioè le vittime.


            I casi più emblematici sono quelli vanno dagli “eccessi colposi” alle “legittime difese”. Le azioni criminali sono fonte di vantaggi insperati per i malviventi e incentivano la delinquenza di massa. Questi ultimi, qualora subiscano lesioni, troveranno nei pubblici ministeri o nei giudici degli alleati benevoli, mossi da quella pietà liberale che giustifica il crimine come mezzo si sussistenza indotto dalla disperazione, pronti a tutelarli attraverso il riconoscimento dei diritti al risarcimento dei danni che pagheranno le vittime. I criminali, pertanto, guadagneranno sempre. Se andrà bene otterranno il bottino. Se andrà male, restandone offesi, otterranno il risarcimento dalle vittime.

            La graduazione diritti (nessuno è mai esclusivamente innocente o colpevole) è funzionale al saldo in attivo del bilancio dell’amministrazione della giustizia. Gli ingenti costi dei processi, attraverso interpretazioni capziose e burocratiche della legge, sono così caricati sulle vittime di reato. I beni e le sostanze di queste ultime, spesso frutto di una vita di duro lavoro, se non saranno fatte oggetto di provento di reato, subiranno l’aggressione dell’apparato giudiziario e serviranno per remunerare giudici, pubblici ministeri, avvocati, periti o consulenti e tutto l’indotto di persone che ruota intorno all’amministrazione della giustizia.

            I magistrati di uno Stato indebitato, prima di emettere sentenza, sapendo a priori che lo Stato non potrà socializzare le spese facendole grave sulla finanza pubblica, devono necessariamente trovare qualcun altro nell’ambito del processo che sopporti quei costi, in conformità all’esigenza di fare quadrare i conti del procedimento che si svolge presso propria Corte. Costoro, graduando opportunamente le responsabilità attraverso l’interpretazione della legge, riescono a fare gravare i costi sulle vittime economicamente solvibili, con il risultato di raddoppiare la violenza subita: la prima inferta dai criminali, la seconda comminata dagli apparati dello Stato finanziariamente indebitato.

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L’iperinduzione ipnotica

Hypnotic Hyperinduction Nina Theroux (Laura Mennell)


La suggestione ipnotica deve essere una comunicazione prescrittiva. Quando gli altri non diventano immediatamente dei seguaci, eseguendo le prescrizioni impartite, è semplicemente perché abbiamo trascurato di farlo nel modo appropriato. Analizziamo la nostra comunicazione e impariamo a formulare ordini imperiosi con migliore precisione.


            L’induzione in trance è la conseguenza del pensiero dominante dell’ipnotizzatore. La suggestione con la parola o con l’oscillazione dei pendoli appesi alle catenine avverrà soltanto dopo per costituirne l’aspetto tangibile e la rappresentazione visibile. Prima della percezione esteriore, provocata dalle tecniche di induzione, esiste l’ideazione nella mente dell’ipnotizzatore, cioè la volontà di trarre qualcuno in ipnosi per fargli compiere una attività.

Nina Theroux

In questa stupenda inquadratura di Nina Theroux (Laura Mennell) lo sguardo intenso di una iperinduzione ipnotica.

            L’ipnotizzatore deve compiere un importante lavoro mentale di preparazione dell’induzione in trance e avere bene in mente quale sia l’obiettivo che potrebbe raggiungere con le persone a sua disposizione. La creazione dell’atmosfera ipnotica avviene già nella mente dell’ipnotizzatore prima che gli echi delle suggestioni si disperdano nell’etere e in questa testa dobbiamo entrare per carpirne i segreti.

            Un ipnotizzatore, quando vuole indurre qualcuno in trance, cosa e come pensa nelle circonvoluzioni del suo cervello? L’induzione, come comprenderemo, è frutto dell’energia mentale dell’ipnotizzatore, analogo, per molti aspetti, allo sforzo dell’apprendimento a memoria o lo sviluppo di un processo cognitivo, ideativo o creativo. A questo si aggiunge lo sforzo proiettivo di dipingere lo scenario immaginario entro il quale agiranno i soggetti ipnotizzati. Questo processo induttivo, le prime volte, richiede uno sforzo mentale enorme. Dopo, con l’addestramento e la creazione di abitudini (routine), diventerà progressivamente più semplice.


La televisione, con delle azzeccate inquadrature, riesce istantaneamente a spiegare dei concetti che richiederebbero molte parole. Nina Theroux (Laura Mennell), nella serie televisiva “Alphas”, offre una rappresentazione straordinariamente vivida di come si pratica l’iperinduzione ipnotica.


            La suggestione (o qualsiasi previo atto induttivo), come avviene in una proiezione a tunnel, prima ancora di essere pronunciata a voce dall’ipnotizzatore, deve essere già rimbombata innumerevoli volte nella mente del soggetto bersaglio, scombinandogli il modo di pensare, parlare e agire.

 

           Oggi, per una ipnosi efficace, occorre rivalutare la suggestione verbale diretta a ordini imperiosi. Storicamente, con l’invenzione dell’inconscio, da parte della psicoanalisi, si è affermato il predominio accademico dell’approccio al profondo con l’assimilazione dell’inconscio alla trance. Il dialogo intrapsichico tra ipnotizzatore e ipnotizzato, dopo questo momento, doveva avvenire in modo indiretto, parlando all’inconscio, anziché alla persona, considerata psicologicamente come un essere dissociato, privo della capacità di percepire sé stesso in modo unitario.

Alphas' Star, Nina Theroux (Laura Mennell)

Alphas’ Star, Nina Theroux (Laura Mennell)

            La maggior parte degli ipnotizzatori, grazie alla loro esperienza, non sono caduti in questo inganno intellettuale e hanno continuato a formulare ordini imperiosi diretti, gli unici che funzionino veramente. Il soggetto in trance, come tutti sappiamo, non pensa autonomamente e, senza gli ordini dell’ipnotizzatore, rimane completamente inerte nella mente e nel corpo. Egli reagisce unicamente agli ordini dell’ipnotizzatore. Tali ordini devono essere formulati in modo semplice, chiaro e saranno eseguiti alla lettera, senza che quest’ultimo aggiunga d’impulso azioni personali estranee al contenuto delle suggestioni.

            Quando parliamo con gli altri non siamo abituati a formulare ordini imperiosi. Ordini imperiosi non significa rendersi odiosi prevaricando gli altri con comandi mono direttivi. Per rendersene conto basterà registrare il contenuto delle conversazioni interpersonali e riascoltarle successivamente per coglierne le differenze. Gli altri, come emergerà chiaramente, non avranno subito il fascino ipnotico poiché la comunicazione non aveva contenuto prescrittivo, insomma non si è ordinato di fare alcunché e pertanto sono rimasti senza istruzioni, facendo prevalere la propria volontà.

            Il Magnetismo, l’ipnosi e la Suggestione, inoltre, devono essere considerate al pari di una lingua straniera. Per comunicare con uno straniero occorre conoscere la sua lingua. L’ipnotizzatore, dunque, allo stesso modo, per comunicare con un soggetto ipnotizzato, dovrà essere a sua volta in trance, cioè essere capace di dialogare nella lingua dello stato di coscienza in cui versa l’ipnotizzato.

            Le serie televisive, con immagini esplicative, spesso aiutano a spiegare dei fenomeni psicologicamente molto complessi. Il personaggio di Nina (impersonato dall’attrice Laura Mennell), nella serie televisiva “Alphas”, offre un esempio vivido di che cosa sia e come funzioni l’iperinduzione ipnotica. Nina Theroux, con l’uso dei suoi straordinari poteri mentali, riesce a ottenere tutto quello che vuole da chicchessia e questo è quello che vogliamo ottenere anche tutti noi.

Ipnosi bidirezionale

Materia e Antimateria


La bidirezionalità delle capacità ipnotiche. Ipnotizzatori e soggetti ipnotizzabili con capacita di segno polare negativo.


Uomo e Antiuomo

Uomo e Antiuomo

            Moltissimi individui a un bivio intraprendono sistematicamente la strada sbagliata. Al gioco d’azzardo non indovinano un solo lancio. Questa pervicace ostinazione nell’evitare di cogliere l’esito permette d’introdurre l’argomento dei poteri psichici di segno polare negativo. Al gioco dei dadi, su dieci lanci, la media statistica dovrebbe restituire cinque esiti di numero pari e altrettanti numero dispari. Un sensitivo potrebbe pronosticare la maggioranza degli esiti vincenti. Un antisensitivo potrebbe pronosticare la maggioranza degli esiti perdenti. Questo, quindi, non significa che il soggetto non sia dotato di poteri psichici, al contrario, egli li possiede, ma di segno polare negativo.

            Nel libro (Magnetismo, Ipnosi e Suggestione) sono stati posti in evidenza i campi di segno polare negativo, che potrebbero spiegare tanti misteri insoluti della pratica magnetica, ipnotica e di suggestione. La Fisica ha teorizzato l’ipotesi dell’antimateria. Un fenomeno analogo avviene nella pratica ipnotica, cioè l’esistenza di capacità ipnotiche attive e passive di segno polare negativo.

            I soggetti refrattari all’ipnosi con i metodi tradizionali potrebbero essere invece ipnotizzati da ipnotizzatori con poteri psichici di segno negativo. L’induzione in trance, così, preso atto di questo effetto, dovrebbe diventare più flessibile, specificarsi e adattarsi alle persone. Delle previe indagini psicologiche potrebbero rivelare quale possa essere l’ipnotizzatore più adatto. Un antiipnotizzatore (in senso analogo all’antimateria) potrebbe ottenere maggiori successi con soggetti che abbiano psicologie di segno negativo prossime alla sua.


Le capacità ipnotiche sono bidirezionali. Questo spiega perché, involontariamente, talvolta, le suggestioni o le autosuggestioni realizzano il risultato l’inverso di quello che vorremmo. Delle soluzioni, pero, esistono. Ecco quali.


            Si pone la questione di come invertire il senso del potere psichico, oppure come utilizzarlo così come è, senza modificarlo, tenuto conto che potrebbe non essere proficuo in questo universo (il soggetto, infatti, imbocca il percorso sbagliato e perde al gioco). Per effettuare la correzione, come in una immagine riflessa nello specchio, basterebbe soltanto fare l’inverso, per esempio, al bivio, prendere l’altra strada. Questo semplicismo, però, è troppo ingenuo per potere funzionare sempre. Con questo tipo di soggetti, per potere effettuare o ottenere una induzione in trance, occorre concettualizzare nei suoi aspetti fondamentali ed elaborare una apposita tecnica ipnotica.

Idrogeno Antiidrogeno

Idrogeno Antiidrogeno

            Successi empirici, in queste situazioni, potrebbero scaturire dall’imprevedibilità. Nelle decisioni d’istinto sarebbe opportuno cambiare la decisione all’ultimo istante. Nell’effettuare un preciso pronostico abbandonarlo per puntare sulle aree meno probabili. Nell’indurre una trance utilizzare metodi personali e alternativi a quelli appresi nelle scuole d’ipnosi.

            Le capacità magnetiche, ipnotiche e di suggestione, dunque, possono essere supportate da capacità psichiche che possono essere bidirezionali (positive o negative). Una induzione in trance apparentemente non riuscita, da parte di un ipnotizzatore con capacità di segno polare negativo, potrebbe comunque lasciare degli strascichi sui soggetti passivi. Qualcosa, comunque, è accaduto e la persona dovrà essere deipnotizzata come se lo fosse stata effettivamente, altrimenti sarà passibile di sfasamento del ritmo circadiano, sonnolenza protratta o mal di testa da confusione mentale. Gli ipnotizzatori o le ipnotizzatrici, prima di incominciare a esercitare la professione, dovranno comprendere la natura dei propri poteri per usarli in modo vantaggioso conformemente alla propria indole polare.