La critica decostruttiva della morale normale quale strumento di promozione di morali innovative.


Prime considerazioni sull’integrità della morale normale.

Quando un sistema etico contempli una morale normale, tale sistema, fino alla completa distruzione, deve essere conservato integro, anche nei confronti di coloro che non condividano i suoi valori, per non acconsentire ad adeguamenti graduali o a inappropriate ibridazioni. I principi destinati a manomettere la morale normale sono promossi dalle morali innovative, cioè morali di transizione, poste al di fuori del catalogo dei fondamentali istitutivi della morale normale.

Il riformismo della morale come espressione di destrutturazioni coerenti.

L’aggiornare la morale normale, per permettere la transizione verso morali innovative, che avrebbero dovuto essere represse sul nascere, significa voler modificare la morale che regge un sistema di valori divenuti invisi. L’accondiscendenza diffusa alla demolizione della morale normale, permette ai promotori di morali innovative di far gemmare le regole per rientrare nella legalità. La morale normale, così deprivata della capacità di esercitare l’azione repressiva in autotutela, dovrà subire, per sé e per tutti, l’impatto della transizione all’innovazione della morale.

I conflitti sulla morale.

Il fondamentalismo della morale normale reagisce contro il progressismo della morale innovativa, sia per conservare i valori consolidati, sia per non dovere ammettere che i concetti di bene e di male si sono logorati nel tempo. L’approccio riformista, quando emendi i fondamenti della morale normale, permette la legalizzazione dei comportamenti ispirati alla morale innovativa precedentemente classificati come l’essenza del male. I principi morali normali, così, diventerebbero non morali; mentre i principi non morali, di morali innovative, diventerebbero morali.

La negoziazione della morale.

La morale normale è circolare e pretende l’accettazione incondizionata dei propri valori, nei confronti di tutto e di tutti, in quanto proposti come principi dettati da una benevola entità universale delle cui verità essa stessa si dichiara depositaria. La morale innovativa, evidenziati gli anacronismi dei valori della morale normale, che suffraga se stessa attraverso rivelazioni, ha il dovere morale di combattere tali assunzioni che non sarebbero altro che trattative precedentemente concluse sulla morale, intese come raggruppamenti estemporanei di principi e di valori negoziabili, ricavati da dottrine umane di dogmi transeunti. █

Gilberto Bignamini

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