Gli scalpelli per finire le opere

Patchwork di Arte schizzata


La goduria solipsistica

dell’esposizione delle proprie vergogne in pubblico.


Muse straziate dal dolore per le nature morte abortite da sterili grembi. Tele immacolate imbrattate con urtanti misture di colori lividi e contusi. Tratti tumefatti da mani rabbiose. Cromatismi inconciliabili stesi con violente pennellate. Miscugli di disarmonie atonali. Opache croste corvine recluse in cornici dorate. Cupe pitture dalle tinte fosche. Sovversioni delle arti con stramberie d’autore. Mercimonio di scarabocchi senza valore per ingannare i babbei e far prosperare i malviventi. Cinerei sudari tornati lindi nei ricicli delle lavanderie delle umane immoralità. Arti precipitate nell’orrido. Voragini spaventose affollate dai mostri deformi dei peggiori incubi notturni. Caverne spettrali ove rimbombano echi di risate dall’oltretomba. Crasse, licenziose e scollacciate. Lo scempio sacrificale di materiali pregiati per poetiche estemporanee. La goduria solipsistica dell’orgogliosa esposizione delle proprie vergogne in pubblico. Applausi scroscianti e fischi sonori da platee divise da aggressivi imbarazzi. L’inconsapevole venerazione di obbrobri creati ad arte. Sepolcri di misteriose civiltà scomparse per gli archeologi. Talentati etnoreligiosi confezionati dai curatori in pompose gallerie. Beni rifugio di inestimabile valore per speculatori. Strumenti di riciclaggio di denaro di illecita provenienza per torvi criminali. A tutto questo non resta che la pubblicità martellante sugli scalpelli per finire le opere.

Gilberto Bignamini

gilberto.bignamini@yahoo.com

Il denaro dipinto.